Intervistato in una diretta andata in onda sui canali Facebook di Eleven Sports, il capitano del Bari Valerio Di Cesare ha parlato sulla ripresa e sui playoff.
“All’inizio non voleva giocare nessuno, ora sembra che vogliano farlo tutti. Non si capisce nulla. Prima non c’erano i soldi per giocare, ora ci sono. Tutto questo non mi è andato giù. Hanno voluto chiudere frettolosamente il campionato, e si è visto che hanno sbagliato. Aspettiamo l’8 per vedere cosa succede, ma sono tre mesi che non vediamo l’ora che ci vengano date delle date ufficiali. Noi aspettiamo con ansia di tornare in campo, siamo fermi da tre mesi anche se ci alleniamo da soli al parco. Non vediamo l’ora di tornare a giocare, vogliamo portare a termine il nostro obiettivo”.
Sulla Reggina – “Siamo partiti con l’obiettivo di vincere il campionato, abbiamo trovato una squadra che è andata forte e gli vanno fatti i complimenti. Noi veniamo da 25 risultati utili consecutivi, per cui vogliamo ottenere la Serie B sul campo. Per me siamo più forti della Reggina, ma loro sono 9 punti avanti. E’ quello ciò che conta. Hanno dimostrato di essere meritatamente primi. Noi abbiamo cambiato allenatore, è come se avessimo perso due mesi.
Su Antenucci – Antenucci? E’ vero che stavo provando a convincerlo. Sono stati bravi i dirigenti. Mirco è un giocatore stratosferico, sapevo che avrebbe fatto venti gol e continuando ne avrebbe fatti altri. Ci darà una grossa mano per vincere i playoff. E’ un giocatore che poteva fare 10-15 anni di Serie A”.
Sui playoff – “Saranno completamenti diversi da quelli abituali: sono tre mesi che non giochiamo e arriveremo senza fare amichevoli. Non ci sarà una favorita e tutte temibili. I ritmi saranno diversi, sarà tosta. La società è stata brava a formare un gruppo di esperti e giovani. Ci sono tutte le carte in regola per fare una grande scalata. Questo è l’anno più difficile. A Parma abbiamo avuto più difficoltà a vincere la Lega Pro che la Serie B. Ho ottenuto 100 presenze in tre anni e mezzo. Bari è la squadra dove ho giocato di più, è normale che ci tengo parecchio. Ora ho una certa età, sento la responsabilità”.