ESCLUSIVA PSN – Massimiliano Olivieri (ex tecnico Brindisi): “Esonero? Scelta paradossale. Vertenze un fatto dovuto, ma sono in ottimi rapporti con la società, troveremo un punto d’incontro”

Dopo esser terminato in conflitto con il Brindisi per questioni di mancati pagamenti, Massimiliano Olivieri, quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni per parlare di questa questione e non solo. L’ex tecnico dei messapici, inoltre, ha voluto commentare diverse tematiche attuali riguardanti il panorama calcistico dei dilettanti.

Si tratta di un periodo complicato per tutte le persone, su questo non c’è dubbio: lei come l’ha vissuto?

“Penso di averlo vissuto come tutte le persone. Nonostante non fosse facile, ho preso il momento con molta positività, utilizzando gran parte del tempo per aggiornarmi attraverso diversi siti web. Inoltre, ho approfittato di questa situazione per studiare. Ovviamente il fatto di dover restare chiusi tra le mura della mia abitazione era stancante, sembrava stessimo agli arresti domiciliari. Dal momento in cui io stavo vivendo anche un esonero, ho preferito prendere il momento con molta positività, per evitare di cadere in depressione. Stando a Vieste in parte riuscivo a organizzarmi, uscendo oppure andando in azienda”.

Nel corso del fine della scorsa settimana il consiglio federale della Lega Nazionale Dilettanti ha deciso di porre fine, ufficialmente, a tutti i campionati dilettantistici, proponendo inoltre quattro retrocessioni e una sola promozione: cosa ne pensa di queste scelta? Bisognava interrompere il campionato?

“Interrompere i campionati è stata, senza ombra di dubbio, la migliore soluzione. La salute viene prima di tutto, e chi ha preso questa decisione lo ha fatto con molta responsabilità. Per quanto concerne le retrocessioni, penso sia stata adottata una soluzione migliore per il collettivo. In fin dei conti 4 squadre dovevano retrocedere, e il campionato non poteva ricominciare viste le cifre che richiedeva il protocollo per far sì che ciò avvenisse. A mio avviso è la più coerente, seppur sia ingiusto per quelle squadre che avrebbero avuto ancora diverse gare a disposizione per salvarsi. Allo stesso tempo penso che non far retrocedere nessuna squadra e far salire soltanto le squadre in vetta, fosse una scelta incoerente. Tra le tante quella proposta è non è la più giusta, ma indubbiamente la migliore da poter mettere in atto”.

Lei nel corso della sua esperienza a Brindisi non ha deluso, anzi è riuscito a ottenere risultati importanti, quali: due vittorie con Cerignola e Taranto, ed il pareggio con il Foggia. Perchè le strade con il club adriatico si sono separate dopo sole 12 gare?

“Brindisi per me è stata un’esperienza importantissima, ho un ottimo ricordo e la squadra la porterò sempre nel mio cuore. Quella in riva all’Adriatico è stata la mia prima vittoria, arrivata dopo la disputa dei play-off, grazie anche a dei tifosi fantastici. Siamo riusciti a portare avanti delle situazioni difficili con alcuni giocatori, sia nel corso dello scorso anno che all’inizio della nuova stagione. Ovviamente essere esonerati non fa mai piacere a un allenatore, perchè seppur ogni persona che lavori in questo ambito sia sempre con la valigia pronta, ha l’obbligo di raggiungere un’obiettivo, e quindi anche di lavorare. Io stavo cominciando a farlo bene, ottenendo anche risultanti importanti. Si trattava di una squadra costruita per ottenere una salvezza tranquilla, la quale allo stesso tempo stava cominciando a ottenere punti importanti come la vittoria contro il Taranto e il Cerignola. La prima era la compagine che doveva vincere a mani basse il campionato, la seconda una delle più accreditate. Inoltre dopo è arrivato anche il pareggio con il Foggia, e con gli stessi anche la sconfitta in coppa giunta solo dopo un gol nel finale di Iadaresta. Insomma, una squadra normale, la quale stava andando oltre ogni più rosea aspettativa. Purtroppo ci sono sempre fattori esterni, in particolar modo nel mondo del calcio, come ad esempio gente che al posto di pensare a fare il bene della squadra pensa a distruggere il lavoro di un tecnico, che lavora con sincerità, onestà e trasparenza. Ahimè in questo panorama ci sono tanti personaggi di questo tipo. Io però con la dirigenza del Brindisi sono rimasto in buoni rapporti, dal momento in cui i soci in società erano davvero tanti. La colpa purtroppo non è mai di nessuno, ma di tutti quanti; è stata una scelta paradossale che non condivido. Il mio lavoro stava emergendo, ma non mi è stato permesso di portarlo avanti, quindi sono convinto che se mi avessero dato l’opportunità di farlo, avrei ottenuto senza problemi la salvezza”.

Da lì in avanti si sono susseguite differenti vicende che poco bene han fatto alla società: vorrebbe ricapitolare e raccontare quanto è accaduto in questi mesi, e come procederà in futuro per quanto concerne le vertenze presentate alla compagine messapica?

“Ma le vertenze erano un fatto dovuto, perchè è normale che se un allenatore viene esonerato deve pretendere di ricevere i propri emolumenti. In quel momento la società aveva delle difficoltà, ma allo stesso tempo io mi dovevo tutelare. Mi sembra pur sempre vero accostare il nostro mestiere a una passione, ma per noi è anche un lavoro. La parola dilettante non si addice proprio a questa categoria, perchè noi lavoriamo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Noi siamo full immersion, siamo lavoratori a tutti gli effetti. Io capisco il fatto che ogni società debba far fronte ai loro problemi, ma anche loro dovrebbero mettersi nei miei panni. Da qui si evince il fatto che loro non abbiano mai fatto opposizione in qualsiasi situazione, ecco perchè io sono in ottimi rapporti con il signor Vangone. Con lui parlo e mi metto in contatto spesso, penso che questa situazione si risolverà quanto prima possibile. Io personalmente non mi sono mai preoccupato in merito a questa situazione, tanto meno lo ha fatto la società. L’accordo si troverà, su ciò sono molto fiducioso”.

Infine, volevamo chiederle se nel corso della sua inattività avesse ricevuto offerte, e se ha chiaro quale sarà il suo futuro nel panorama calcistico.

“Essere contattati e sondati fa sempre piacere, ciò è avvenuto, ma questa pandemia ha bloccato e distrutto il tutto. Quindi, dovremmo ricominciare da zero, solo però dopo l’ufficialità delle promozioni e delle retrocessioni. Per quest’ultime manca ancora il benestare della federazione. Con quattro retrocessioni punteranno a salire dal campionato di Eccellenza altrettante squadre, quindi si libererebbero ulteriori posti. Inoltre vi è sul banco la proposta del consiglio federale riguardante la riforma dei campionati, che andrebbe a liberare ancora una volta altre panchine. In questo momento mi sembra prematuro parlare di futuro, ma è ovvio che alcune squadre sondino dei profili. Per il resto, la programmazione avverrà nel momento in cui tutti saranno a conoscenza di quali saranno i protocolli da attuare, sotto diversi punti di vista. Io spero di tornare presto in panchina, perchè sono un uomo di campo e mi auguro di trovare la società che mi possa permettere di lavorare nel migliore dei modi”.

Ringraziamenti all’ex tecnico del Brindisi Football Club che si è reso disponibile ai nostri microfoni.

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