Picture by Andrea Stella
“Mi ha fatto molto piacere tornare in campo dopo tanti mesi di stop, e sentire nuovamente l’odore dell’erba. Sono davvero entusiasta riguardo la ripresa, non vedo l’ora di ricominciare”. Questo l’esordio di Jacopo Petriccione, centrocampista del Lecce, sui canali ufficiali del club giallorosso riguardo al ritorno in campo. “Nel corso del periodo – prosegue – di quarantena mi sono sentito con tutti i compagni e mi è piaciuto molto ritrovare il gruppo dopo mesi di stop, in loro ho visto la fame giusta per poter tornare a giocare. Ho visto la Bundesliga domenica e fa strano veder giocare una partita in quel modo, oltre al fatto di segnare e non poter esultare con la curva e i compagni”.
Sulle partite da disputare ogni tre giorni e la ripresa: “Nei periodi estivi conterà molto questo fattore, viste le temperature. Conterà molto il gruppo, perchè sarà impensabile poter pensare di far giocare lo stesso 11 ogni gara. Stiamo lavorando anche su questo. Dopo questi tre mesi di stop tutto è cambiato, e avrà inizio un altro campionato. La parte mentale sarà la più importante per affrontare il seguito, bisognerà tirare fuori i giusti stimoli per raggiungere l’obiettivo che la squadra si è posto a inizio stagione”.
Sulle ipotesi avanzate dalla Lega: “Non penso sia giusto disputare i play-out, non devono cambiare le regole in corsa. Mi auguro che possa riprendere il campionato, sarebbe la cosa più giusta. Stiamo vivendo con l’incertezza da due mesi a questa parte, quindi bisognerà cominciare a convivere con questa situazione e portare a termine il campionato”.
Conclude parlando delle gare da affrontare subito dopo la ripresa e del taglio degli stipendi: “Come abbiamo visto in questo campionato, non vi è nulla di scontato, tanto che abbiam vinto contro Napoli e Fiorentina. Ovviamente non sarà facile cominciare contro Milan e Juve, ma daremmo il tutto per tutto per giocarci ogni gare. Mi è piaciuto il gesto sul taglio dello stipendi, soprattutto perchè è arrivato in maniera spontanea e veloce. Questo fa capire quanto l’intero organico sia paragonabile a una famiglia”.