ESCLUSIVA PSN – Nicola Loiodice (A.Cerignola): “Stagione sfortunata, spero di potermi rifare in futuro. Ancora un anno di contratto ma…”

Nicola Loiodice

Trascinatore dell’Audace Cerignola nella scorsa stagione e idolo indiscusso della piazza ofantina, Nicola Loiodice, nonostante un’annata al di sotto delle aspettative e sfortunata, quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni per parlare dell’attuale stagione della squadra e del momento

Buon pomeriggio Nicola! Innanzitutto vorremmo domandarle, come ha trascorso finora questo periodo di quarantena?

“In questo periodo nonostante non fosse facile, mi sono allenato molto e ho mantenuto un’ottima condizione fisica. Purtroppo c’era la necessità di stare a casa per tentare di sconfiggere questo virus, e ad oggi sembra che il tempo sia volato via. Ho passato le giornate guardando film e serie tv su netflix, oppure giocando alla playstation con qualche amico. Le giornate erano molto simili e si era creata ormai una routine giornaliera, durante la quale facevi le solite cose. Poi per fortuna, avendo un giardino, mi sono allenato con maggiore spazio”.

Quanto le manca la quotidianità calcistica e quanto le pesa il fatto di doversi allenare tra le mura della propria abitazione?

“Mi è mancato tutto, dagli allenamenti, alle risate con i compagni e le gare della domenica. Il calcio è la mia vita. Purtroppo era un momento complicato a livello mondiale, e nonostante all’inizio avessi preso la situazione sotto gamba poi siam stati costretti a stare chiusi in casa. Adesso non possiamo far altro che sperare nell’inizio del nuovo campionato in tempi regolari, sperando che questa situazione non possa influenzare anche la prossima annata. Ho tanta voglia di tornare a giocare, di ritrovare i compagni e condividere con essi lo spogliatoio”.

Una situazione difficile a livello generale, la quale mette a repentaglio le mensilità, soprattutto, dei calciatori che militano nei dilettanti: a suo avviso cosa si dovrebbe fare per poter tutelare anche la vostra categoria?

“In questo momento ahimè non siamo tutelati, e nonostante tanti di noi abbiano un contratto fino a giugno, quest’ultimo non viene preso in considerazione perchè non si tratta di un campionato professionistico. Purtroppo a causa di quanto accaduto, tutti i calciatori dilettantistici si sono trovati in difficoltà. Secondo me dovrebbero rivedere questa situazione, perchè seppur si tratti di un campionato di Serie D, tanti di noi vivono solamente di calcio e portano avanti le loro famiglie conqueste mensilità. Spero che trovino quanto prima una soluzione adeguata”.

In questi giorni si avanzano tante soluzioni e, inoltre i presidenti di Serie C vorrebbero bloccare i ripescaggi: qual’è la sua soluzione ideale? Inoltre, è d’accordo con i presidenti della terza divisione riguardo quella scelta citata poc’anzi?

“Sarebbe da pazzi non permettere di far salire in Serie C attraverso ripescaggio una squadra come il Cerignola. Si tratta di una piazza importante e potente anche a livello economico, che solo bene potrebbe fare a tutto il panorama calcistico italiano. Inoltre, nel nostro girone ci sono squadre come il Foggia che hanno strutture importanti e con una storia dietro. Ma anche lo stesso Taranto, o il Bitonto che ha dimostrato di meritare i professionisti. Ribadisco, è un peccato non far salire il Ceringola, questa squadra merita altri palcoscenici. Il problema, a livello di soluzione, è dettato dal fatto che qualsiasi scelta non farebbe contenti tutti. La soluzione ideale sarebbe quella di prendere in considerazione i ripescaggi per far salire delle società che meritano. Spero vada a finir bene anche per noi, squadre di questo calibro meritano anche di disputare i play-off e giocarsi in questo modo l’approdo in terza divisione”.

Il protocollo avanzato dal ministero della sanità è ovvio che è quasi impossibile da applicare nella vostra categoria: a suo avviso ci sono spiragli per sperare ancora in una ripresa, per far sì che i verdetti vengano decisi sul campo?

“Non sono certo che ci sia la possibilità di tornare in campo. Si tratta di una situazione difficile, perchè basta il minimo contatto per infettarsi Io personalmente spero di finire il campionato dal momento in cui mancano solamente otto gare, che nel caso del nostro girone, risultano otto finali. Sarebbe un peccato non poter concludere questo torneo”.

Nel corso della sessione di calciomercato estiva sono arrivati giocatori con esperienza da vendere e con un curriculum di tutt’altra categoria, come Longhi, Sansone, Rodriguez e Coletti: quanto hanno influito sul corso della stagione e quanto hanno offerto a tutta la squadra?

“Hanno offerto davvero tanto, stiamo parlando di calciatori che hanno giocato il vero calcio, dalla Serie A alla Serie B. Loro comunque prima di essere calciatori sono uomini e hanno portato tanta esperienza. Per me è stato un piacere immenso condividere lo spogliatoio con loro, sono uomini che vivono di calcio e sono anche dei grandi professionisti”.

Dopo la scorsa stagione veramente ricca a livello di gol, quest’anno in fase realizzativa il suo rendimento è calato in maniera considerevole. Come considera la sua stagione e come spiegherebbe il suo calo sotto il punto di vista dei gol?

“Ho iniziato bene quest’anno, poi qualche gol ahimè l’ho sbagliato e quindi potevo fare qualcosa in più. Dopo l’infortunio, una volta rientrato, la squadra aveva assunto una certa quadratura quindi è giusto che il mister in quel momento abbia pensato di schierare altri uomini più adatti. Al contrario, l’anno scorso giocavo molto di più, mentre quest’anno dopo l’infortunio ho dovuto lottare per la maglia da titolare con giocatori come Sansone o Marotta, i quali difficilmente non vengono schierati nell’11 domenicale. In quel momento il mister la vedeva in quel modo, poi ho cominciato a giocare ma mi è mancato il gol. Dovrò rifarmi la prossima stagione, e sono certo che ho le qualità per ripetere quanto fatto nelle scorse stagioni”.

Un inizio di stagione cominciato con più ombre che luci, nel corso del quale sembrava che la squadra fosse costretta a presidiare la zona destra della classifica. Quali sono state le dinamiche che hanno causato ciò?

“Noi abbiamo iniziato con un netto ritardo confronto alle altre squadre. Considera che io ho fatto la preparazione atletica con il Bitonto, perciò stavo meglio a livello fisico confronto a loro. Il Cerignola ha cominciato la preparazione solamente con Di Cecco, Longo e Marotta, con quest’ultimi che si sono allenati con un gruppo di ragazzini. Poi, quando è cominciato il campionato siamo stati costretti a giocare due partite a settimana nonostante fossimo un gruppo di calciatori molto ridotto. Non era facile, soprattutto quando non hai cambi. In quel momento non potevamo usufruire di Rodriguez che arrivava dalla C, e ci mancava anche Syku. All’inizio non ha giocato nemmeno Coletti, quindi abbiamo subito un calo fisico che nonostante un bel gioco espresso in campo, è costato la panchina al mister. Di conseguenza, al cambio di allenatore l’ambiente ha ricevuto una boccata di spensieratezza, vedendo anche il proprio organico crescere e quindi esser completo. Pian piano la squadra ha acquistato fiducia e si è visto in campo il valore dei calciatori. Ad esempio, nell’ultimo periodo c’era Sansone che in attacco faceva reparto a sé, mentre Coletti a centrocampo e Longhi in difesa si rivelavano sempre più delle sicurezze. Inoltre, in attacco Rodriguez ha cominciato a segnare con una certa continuità, quindi è dispiaciuto veder i campionati bloccati proprio nel momento più bello, durante il quale potevamo dire la nostra”.

Dopo l’arrivo di Feola avete rialzato la china, recuperando 10 punti sulla capolista riuscendo a portarvi a sole sei lunghezze dal sogno primo posto ottenendo risultati importanti, come le vittorie cruciali contro Bitonto, Sorrento, Casarano e Fasano. Allo stesso tempo, la lucania non vi ha portato fortuna, tanto da pareggiare con il Grumentum e chiudendo virtualmente con la sconfitta contro la Gelbison: quanto pesa questa blocco sul vostro cammino e quanto dispiace aver chiuso “virtualmente” con una sconfitta?

“Noi dopo l’arrivo di Feola abbiamo fatto un filotto di risultati utili consecutivi molto importanti, se non si considera la sconfitta contro il Foggia, che purtroppo era auspicabile visto l’avversario e il pubblico presente allo Zaccheria. Purtroppo in Basilicata ci sono campi ristretti in cui non è mai facile giocare. Inoltre, sappiamo tutti quanto sia difficile giocare questo girone, quindi la gara non è facile nemmeno quando si gioca contro l’ultima in classifica. Dico questo perchè ogni squadra è ricca di giocatori giovani che vogliono mettersi in mostra. Sembrano facili quelle gare, ma a causa di diversi fattori non siamo riusciti a vincere e quindi a portarci a quattro punti dalla vetta. Avevamo l’opportunità di poter vincere il campionato, visto che vi erano alcuni scontri diretti tra Casarano, Bitonto e Foggia”.

Ad oggi non si può che pensare già alla prossima stagione viste le precarie situazioni sanitarie: lei da anni si trova a Cerignola, vorrebbe rimanere con gli ofantini anche il prossimo anno? Infine, cosa si augura per il suo futuro?

“Io attualmente ho ancora un altro anno di contratto con il Cerignola, quindi vedremo il da farsi in futuro. Io da quattro anni mi trovo qui e ci vorrei rimanere, ma sappiamo bene come funziona il calcio: le permanenze devono esser volute da entrambe le parti, perciò se loro vorranno trattenermi io sarei felice di rimanere in questo splendido ambiente. Qui mi sento a casa, ho un ottimo rapporto sia con la società che con i tifosi. Mi auguro di raggiungere la Lega Pro con l’Audace Cerignola nelle annate a venire”.

Ringraziamenti all’ufficio stampa dell’Audace Ceringola e all’attaccante degli ofantini, Nicola Loiodice.

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