Foto di Gigi Garofalo.
Trascinatore e miglior marcatore del Casarano Calcio, Salvatore Mincica, quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni per parlare dell’attuale situazione, della stagione dei rossazzurri e tanto altro. Con 12 gol messi a segno e un assist, ad oggi risulta uno dei migliori, se non il migliore calciatore tra le file delle serpi, anche al netto delle prestazioni messe in atto sul rettangolo verde di gioco.
Buon pomeriggio Sasa! Innanzitutto vorremmo domandarle, come ha trascorso finora questo periodo di quarantena?
“Al contrario di altri non mi sono dilettato in qualcosa di nuovo, bensì durante le giornate mi sono concentrato soprattutto sugli allenamenti e ho giocato qualche partita alla play. Inoltre ho visto moltissimi film”.
Quanto le manca la quotidianità calcistica e quanto le pesa il fatto di doversi allenare tra le mura della propria abitazione?
“Tantissimo, ma non solo a me, anche a tutti i ragazzi della squadra. Uno che vive di calcio sta male quando si alza la domenica ed è consapevole del fatto che non si possa giocare la gara, dopo il duro lavoro della settimana. In virtù di ciò posso dire che tutto questo mancava allora e manca tanto anche tutt’oggi”.
Una situazione difficile a livello generale, la quale mette a repentaglio le mensilità, soprattutto, dei calciatori che militano nei dilettanti: a suo avviso cosa si dovrebbe fare per poter tutelare anche la vostra categoria?
“Sinceramente non ti saprei dare una soluzione utile per far sì che si possa risolvere tale problema. Ma ad ogni modo tutti sono a conoscenza del fatto che nessuno di noi è stato retribuito in questi mesi, e che molti atleti grazie a questi soldi portano avanti le proprie famiglie. Ovviamente non ritengo giusto questo trattamento nei nostri confronti”.
In questi giorni si avanzano tante soluzioni e, inoltre i presidenti di Serie C vorrebbero bloccare i ripescaggi: qual’è la sua soluzione ideale? Inoltre, è d’accordo con i presidenti della terza divisione riguardo quella scelta citata poc’anzi?
“No non è giusto. A mio avviso comunque ci saranno alcuni ripescaggi, perchè molte società al netto dell’attuale situazione non riusciranno a partecipare o iscriversi al prossimo campionato. Di conseguenza, verranno richiamate le migliori seconde della Sere D o chi per esse. Qualcosa comunque la si dovrà fare, dal momento in cui molte società ne risentiranno il prossimo anno, e permetteranno quindi ad alcune società con delle garanzie economiche di partecipare al prossimo campionato di Serie C. A mio avviso, si dovrebbe congelare la classifica in relazione all’ultimo turno disputato e poi stabilire alcuni verdetti. Anche se in questo modo si assegnerebbero promozioni o retrocessioni falsate, viste le otto giornate ancora da disputare. Si tratta di una situazione molto difficile, forse si potrebbe anche disputare il campionato ad agosto per poi ricominciare la nuova stagione qualche mese dopo, ma non ne sono certo”.
Il protocollo avanzato dal ministero della sanità è ovvio che è quasi impossibile da applicare nella vostra categoria: a suo avviso ci sono spiragli per sperare ancora in una ripresa, per far sì che i verdetti vengano decisi sul campo?
“Secondo me arrivati a questo punto sarebbe molto difficile riprendere. Forse, come detto poc’anzi, l’unica soluzione sarebbe quella di giocare da agosto a novembre per concludere il campionato, per poter ricominciare la prossima annata a dicembre. Ma, anche se tornassimo oggi ad allenarci, avremmo bisogno di almeno di un mese per recuperare la giusta forma fisica e quindi evitare infortuni a valanga. Nonostante ciò, non penso sarebbe molto positivo poter giocare in estate sotto il sole. Inoltre, se dovessero ricominciare i campionati si andrebbero a disputare le partite a porte chiuse, tale decisione causerebbe danni irreparabili nelle casse dei club che spesso vanno avanti grazie anche agli incassi domenicali”.
Una stagione, la sua, fantastica farcita da una doppia cifra nonostante arrivasse dal campionato di Eccellenza: qual’è stata l’arma vincente di questo alto rendimento a livello realizzativo? Si aspettava un così positivo rendimento dopo l’approdo in un campionato molto difficile quale quello di Serie D?
“Onestamente non ti saprei dire la mia arma segreta, ma posso assicurarti che ogni domenica scendo in campo dando il meglio per la squadra. In campo ogni partita si gioca in 11, quindi non è stato solo merito mio di questo buon rendimento di cui tutti parlano. Magari il fattore principale è legato al fatto che mi trovassi davvero bene con tutta la squadra”.
Nel corso dell’annata avete cambiato due tecnici, con De Candia prima e Bitetto dopo: che differenze vi sono tra i due e con quale di essi è riuscito ad esprimere al meglio il suo potenziale?
“Io De Candia lo considero un’ottima persona anche a livello umano, visto che l’ho avuto per una stagione e mezza. La differenza principale tra i due è il modulo con i quale schierano la squadra in campo: con il primo giocavamo con il 3-4-3, con il secondo invece con il 3-5-2. De Candia, inoltre, ci imponeva un gioco offensivo, al contrario Bitetto è un tecnico che predilige un gioco prevalentemente difensivo. Ad ogni modo mi sono trovato bene con entrambe”.
Un ritorno in D non passato per inosservato il vostro, infatti dopo aver lottato per i vertici della classifica avete addirittura ottenuto il quinto posto a discapito del Taranto: che giudizio darebbe alla stagione del Casarano Calcio?
“Molti addetti ai lavori ci consideravano un matricola vista la promozione dal campionato di Eccellenza, ma noi eravamo partiti per vincere. Nonostante ciò penso che la nostra stagione non sia del tutto da buttare, bensì lo è la giornata di Sorrento. Il girone H è il raggruppamento più difficile d’Italia, quindi oltre ad aver incontrato delle difficoltà vista la squadra del tutto nuova, penso abbia influito anche la difficoltà del campionato. Purtroppo nel corso dell’annata abbiamo perso alcuni punti importanti per la classifica, come ad esempio i pareggi nel finale contro la Nocerina e il Gravina, a causa dei quali abbiamo perso 4 punti”.
Dopo la vittoria contro il Fasano che vi catapultò al terzo posto il rendimento della squadra è andato pian piano a scemare, tanto da far sì che i tifosi vi contestassero per diverse gare: cosa è accaduto alla squadra in quel momento, e come spiega la pesante sconfitta contro il Sorrento (7-0), la quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?
“Ahimè dopo Fasano siamo andati a Nocera, e nonostante una buona partita abbiamo subito il pareggio nel finale a causa di un gol dai cinquanta metri. La domenica dopo in casa contro il Gravina abbiamo preso il pareggio, sempre nel corso della battute finali, con una punizione da fuori area. Se avessimo vinto quelle due gare il nostro campionato avrebbe potuto avere una svolta in positivo, perciò penso che siamo stati anche sfortunati. In quel momento avremmo potuto dire la nostra e continuare a combattere per il campionato. Ovviamente dopo quei due pareggi, vi è stata la morte anche del nostro compagno, Raffaele Santagata, che ha influenzato la gara contro il Cerignola”.
Dopo l’importante vittoria con il Foggia è arrivato l’inevitabile blocco, che ha sicuramente influito in negativo nella vostra annata: secondo lei se il campionato fosse continuato, vi sareste potuti giocare le vostre carte e magari ottenere la promozione?
“Si certamente, noi nella settimana che ha seguito la debacle di Sorrento siamo andati in ritiro e abbiamo parlato chiaro, decidendo di voler mettere la faccia da quel momento in poi. Questo lo abbiamo dimostrato nella gara in casa contro il Foggia, durante la quale abbiamo messo tutto in campo per poter vincere. Ovviamente noi avremmo voluto dare seguito a questa vittoria per poter giocarci i play-off e dire la nostra, dando magari una svolta alla stagione e migliorarla nel finale”.
Dalla stagione della squadra alla sua, nella quale lei ha totalizzato 12 gol e 2 assist in 23 gare, tanti belli e soprattutto decisivi: quali di essi sono stati più decisivi a suo avviso, e quale il più bello?
“Indubbiamente il più bello l’ho siglato contro il Fasano. Quello maggiormente decisivo, anche più di quello dagli undici metri contro il Grumentum, è stata la punizione del pareggio nella gara casalinga contro il Gladiator. Era cambiata la guida tecnica in settimana e stavamo perdendo per 0-1, poi la gara siamo anche riusciti a vincerla nel secondo tempo”.
Ad oggi non si può che pensare già alla prossima stagione viste le precarie situazioni sanitarie: lei è in scadenza con il Casarano, vorrebbe rimanere con le serpi anche il prossimo anno? Infine, cosa si augura per il suo futuro?
“Io in questi due anni a Casarano mi sono trovato benissimo, ho trovato una società molto competente e un ambiente bellissimo. Indubbiamente vorrei rimanere. La priorità è rimanere qui, per il resto ad oggi nessuno mi ha contattato”.
Ringraziamenti all’ufficio stampa del Casarano Calcio e all’attaccante delle serpi, Salvatore Mincica.
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