ESCLUSIVA PSN – Badr El Ouazni (Foggia): “Son venuto a Foggia per salire, spero ci possano permettere di giocare la C il prossimo anno”

Badr El Ouazni

Arrivato in Puglia per vestire la maglia del Foggia dopo i primi sei mesi in Serie C con la Cavese, Badr El Ouazni, quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni per discutere dell’attuale situazione e della propria annata. Nonostante il suo arrivo in daunia non sia passato per nulla inosservato, ad oggi, dati alla mano, non ha avuto modo di mostrar a pieno il suo potenziale. Seppur i numeri non siano dalla sua parte, esso si è rivelato decisivo in due match molto importanti. Infatti, dopo aver regalato i tre punti ai satanelli nella gara dello Iacovone contro il Taranto vinta per 0-1 grazie a un suo gol, ha permesso a Gentile di segnare il gol vittoria contro il Brindisi, grazie alla conquista di una calcio di rigore.

Buon pomeriggio Badr! Innanzitutto, volevamo domandarle come passa questo periodo di quaranta e in cosa si diletta per renderle meno noiose.

“Mi risulta molto difficile passare queste giornate con le dovute restrizioni. Cerco ad ogni modo di pacare la mia rabbia con allenamenti di forza personale o con della corsetta, facendo allenamenti molto simili a quelli che si fanno con la squadra. La maggior parte del mio tempo la passo su Netflix a guardare film sul calcio, oppure giocando alla playstation”.

Quanto le manca la quotidianità calcistica e quanto le pesa il fatto di doversi allenare tra le mura della propria abitazione?

“Diciamo che per tutti i calciatori e chi vive questo mondo, lo sport manca molto. Quando uno gioca a calcio passa più tempo sul campo che nella propria casa. Quindi questa è una quotidianità che è parte stabile della nostra vita e che a me manca davvero tanto. Mi manca molto anche entrare nello spogliatoio, e anche entrare nello Zaccheria, uno stadio che ha fatto la storia e che ogni giorno ti causa emozioni differenti. Personalmente è molto difficile, ma penso che lo sia un po per tutti”.

Una situazione difficile a livello generale, la quale mette a repentaglio le mensilità, soprattutto, dei calciatori che militano nei dilettanti: a suo avviso cosa si dovrebbe fare per poter tutelare anche la vostra categoria?

“Questo un argomento molto difficile ma allo stesso tempo difficile. Noi non siamo tutelati come i giocatori delle squadre professionistiche, infatti dalla Serie A alla Serie C a tutti i calciatori viene assicurato un contratto, e devono per forza venire all’accordo con la società. Al contrario dalla Serie D in giù, non vi è questa possibilità e non siamo tutelati sotto tutti i punti di vista. Questo per noi è un danno irreparabile, e noi atleti siamo soggetti alle decisioni delle società. Bisognerebbe ricordare che tutti i calciatori di queste categorie grazie allo stipendio da calciatore, portano avanti le proprie famiglie. In virtù di ciò è una situazione difficile da spiegare. Soluzioni c’è ne sono tante, magari si potrebbe destinare a noi l’1% di tutto il ricavato delle squadre di Serie A”.

In questi giorni si avanzano tante soluzioni e, inoltre i presidenti di Serie C vorrebbero bloccare i ripescaggi: questa scelta andrebbe indubbiamente a vostro discapito, secondo lei è giusto che avvenga ciò?

“Anche questo è una nota dolente che ha causato questa situazione. All’inizio ero interessato nel seguire le diverse proposte che si avanzavano, ma ad oggi sporadicamente leggo le news relative alle diverse soluzioni, perchè ormai ve ne sono davvero tante. Quella che più mi ha colpito in positivo è stata quella relativa a un ridimensionamento dei campionati, che vedrebbe due gironi di Serie B, la quale permetterebbe quindi al Foggia di salire in C. Questa sarebbe la soluzione migliore per tutti, perchè non mi sembra giusto far retrocedere un club che ha investito tanti soldi, oppure far rimanere un club in una categoria per il volere di altre persone”.

Il protocollo avanzato dal ministero della sanità è ovvio che è quasi impossibile da applicare nella vostra categoria: a suo avviso ci sono spiragli per sperare ancora in una ripresa, per far sì che i verdetti vengano decisi sul campo?

“Penso che il protocollo sia stato pensato solo ed esclusivamente per la Serie A, perchè è l’unico capitale che può vantare un capitale importante per poter offrire la giusta sicurezza a livello sanitario. L’unico campionato che riprenderà sarà la massima serie. Affermo ciò perchè tutti siamo consapevoli del business che vi è dietro, quindi a mio avviso solo la Serie A potrà riprendere”.

Una stagione travagliata la sua, con la prima parte di stagione passata con la Cavese e la seconda a Foggia, con il balzo di categoria: cosa l’ha portata a fare questa scelta e perchè ha deciso di “scendere” dai professionisti ai dilettanti?

“Per me andare a Foggia non equivaleva assolutamente a un cambio in negativo di categoria, perchè ero convinto che saremmo saliti in Serie C, in virtù anche della rosa costruita, dell’importanza dello Zaccheria e del blasone della squadra. Appena mi informarono di questa opportunità, io decisi di coglierla al balzo, perchè sapevo dell’importanza di questa piazza. Se dovessi tornare in dietro rifarei questa scelta altre volte. L’unica cosa che anche ad oggi mi dispiace è stato il fatto di dover stare fermo un mese prima di cominciare a giocare, quindi in quel lasso di tempo mi sono dovuto impegnare talmente tanto per poter presentarmi con la giusta forma fisica e di conseguenza farmi trovare pronto per la fine del campionato. Spero solo che il campionato possa ricominciare per poter dimostrare al mister e alla piazza il mio valore, e che ci possa esser permesso di giocare l’anno prossimo tra i professionisti”.

Lei ovviamente era nuovo al suo arrivo in questa squadra, come si è trovato con la squadra, con la società, con la squadra e con il mister?

“Mi son trovato subito bene, anche se il mister è tecnico particolare. Lui vuole che tutti diano il massimo e ci vuole concentrati fin dall’inizio, quando stiamo negli spogliatoi. Lui valuta molto la settimana, e proprio per questo motivo se dal lunedì al venerdì dai il massimo e il sabato dimostri di esser distratto, lui ti lascia in panchina. Lui vuole che ogni partita sia disputata al 100%. Non appena ho messo piede in questo ambiente ho preso atto del fatto che il gruppo volesse vincere, e ciò mi ha aiutato molto. Infatti, prima che venissero bloccati i campionati noi eravamo a un solo punto dalla vetta, e sulla carta avevamo un calendario finale più facile rispetto al Bitonto. Eravamo certi che avremmo potuto portare la vittoria finale a casa ma, purtroppo è arrivato un qualcosa più grande di noi, e questo è il rammarico più grande della stagione”.

Una piazza importante, che non ha nulla a che vedere con la Serie D: cosa si prova a vestire una maglia così importante e a calcare un campo che ha visto passarci sopra calciatori di Serie A e non?

“La prima cosa che mi è saltata all’occhio è stata l’emozione di mettere piede nel parcheggio e vedermi di fronte uno stadio così importante. Ovviamente è sempre un’emozione unica vedere lo spogliatoio, fare l’ingresso in campo. Inoltre, nonostante una categoria che non compete al Foggia e le difficoltà iniziali che ha avuto la squadra, la domenica lo stadio è sempre pieno e i tifosi sono spesso al nostro seguito. I tifosi hanno sempre dimostrato il loro amore verso questa squadra. Per me è stata un qualcosa di fantastico stare qui, e penso che questa sia una delle piazze più importanti in Italia. Chi in futuro vestirà questa maglia dovrà cercare di dare il massimo e sudare sempre la casacca”.

Da quando lei ha cominicato a giocare con i satanelli, si sono ottenute ben 5 vittorie in 7 gare: come considera la stagione del Foggia? Se fosse continuato il campionato si sarebbe potuto puntare alla vittoria finale, in virtù del forte calo del Bitonto?

“Io sono stato molto fiducioso, ma vorrei partire con una premessa: avendo già disputato questo raggruppamento, secondo me il girone H di Serie D è il campionato più difficile di tutta la nazione. Infatti, chi fa bene in questo campionato, si comporta in maniera ottimale anche tra i professionisti. Se noi avessimo disputato un altro girone avremmo potuto vantare un margine di distanza sensibile sulla seconda. In questo girone le gare sono sempre difficili, sia quando giochi contro l’ultima dell classe, sia quando giochi con le migliori. Questo lo testimonia il cammino del Bitonto, che dopo un campionato molto importante, nel finale aveva fatto qualche passo falso contro le squadre di bassa classifica. Il raggruppamento H è una lotta continua, non puoi abbassare la guardia, nemmeno all’ultima giornata. Ricordo che qualche anno fa il Trastevere perse il campionato, seppur si trovasse in vetta a 5 giornate dalla fine con sette punti di vantaggio sulla seconda. Si tratta di un campionato difficilissimo, ma sono sicuro che a otto giornate dal termine compreso lo scontro diretto in casa , saremmo riusciti a spuntarla nel finale”.

Tanta fiducia da parte di mister Corda e un solo gol, seppur decisivo contro il Taranto. Cosa hai provato a segnare in uno stadio come lo Iacovone? Inoltre, lei si spiega il perchè dei pochi gol segnati questa stagione?

“Solitamente non mi piace parlare del passato ma devo ammettere che con a Cava non mi trovavo bene. A Foggia sono arrivato dopo un mese di stop, e al mio arrivo ho trovato un mister che aveva a disposizione un organico con una forma atletica avanzata. Infatti, all’inizio ho faticato parecchio e ho lavorato qualche giorno in più degli altri per ritrovare la forma giusta. Poi, sappiamo bene che ci vogliono tre/quattro gare per far si che un giocatore ritrovi la giusta fiducia, e infatti dopo è arrivato il gol contro il Taranto. L’emozione l’ho provata non tanto per il gol con la maglia del Foggia, bensì per la pesantezza di quella rete che ci ha permesso di vincere una gara importantissima contro una diretta concorrente. Inoltre ci permise di avvicinarci ancor di più alla vetta quella gara. Ribadisco, stavo cominciato a trovare fiducia e a trovare la giusta quadratura negli schemi del mister, oltre a tante varianti che avrei voluto vivere fin dall’inizio”.

Infine, il mister ha detto che gran parte della rosa, in caso di Serie C, verrà riconfermata: lei vorrebbe rimanere nel Foggia nell’immediato futuro, anche nel caso in cui dovreste rimanere in Serie D?

“Si certo, io sono venuto qui perchè voglio restare e non essere un calciatore di passaggio. Vorrei tanto incominciare fin dalla preparazione con il Foggia, per tentare di dimostrare alla piazza il mio valore. Quindi spero di poter far parte di quella parte della rosa che il mister ha citato”.

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