TENNIS – Presidente Fit: “In questo momento siamo soli. Situazione simile a trentanni fa quando nessuno voleva più praticare questo sport”

Angelo Binaghi

Nella giornata di giovedì si è tenuta una call conference da parte della Federazione Italiana Tennis, la quale ha visto parteciparci i massimi esponenti delle varie società o enti. Queste le dichiarazioni del presidente della Fit Tennis Angelo Binaghi: “Avrei preferito parlare con voi in un momento migliore ma ho sempre creduto che il dovere di noi dirigenti fosse quello di metterci la faccia soprattutto quando ci sono i problemi e oggi di problemi oggi ce ne sono tanti e imprevedibili. – ha esordito il n.1 della FIT – La situazione che stiamo vivendo è molto difficile ma per tanti aspetti è simile a quella che abbiamo dovuto affrontare tanti anni fa quando a tennis non voleva più giocare nessuno, i campi venivano trasformati in campi da calcetto, non avevamo risultati, non avevamo soldi e soprattutto la credibilità del nostro mondo era nulla, il nostro prodotto non aveva più alcun valore. Allora i nemici del tennis italiano erano chiari, visibili, erano al nostro interno, mentre ora arrivano dal contesto esterno. Credo però che quell’esperienza ci sia servita perché in quegli anni il nostro movimento ha sviluppato degli anticorpi molto forti che ci hanno portato ad avere dei gradi risultati sportivi, a diventare uno sport di massa, il secondo più praticato dopo il calcio, e una struttura sana che in tanti ci invidiano. Sin da allora abbiamo dimostrato di avere i valori, la spinta, i progetti e la passione che adesso ci servono per cercare di tornare appena possibile più forti di prima. E quindi ora vediamo che cosa possiamo cominciare a fare per superare questa crisi nel migliore dei modi”.

“Innanzitutto c’è da dire che questa volta non siamo soli – ha voluto ricordare Binaghi – Perché la riforma dello sport italiano che il Parlamento ha votato lo scorso anno, e che noi abbiamo tanto voluto e abbiamo tanto difeso, ci consente oggi di avere un Ministero dello Sport che tramite il suo braccio operativo, la Sport e Salute, sta mettendo in atto delle azioni che con il vecchio sistema ci saremmo sognati. Una di queste è il sussidio per gli operatori sportivi che è incorso di erogazione in questi giorni. Un altro sono le linee di credito a tasso zero e senza garanzie che stanno per essere attivate per le nostre società tramite il Credito Sportivo, esattamente come avviene per le piccole e medie aziende del nostro Paese. Da parte nostra, come Consiglio federale, siamo stati i primi ad individuare le società sportive come il principale obiettivo dei nostri sforzi. Abbiamo operato un enorme taglio dei costi dei progetti di sviluppo e abbiamo chiesto grandi sacrifici a tutta l’organizzazione federale. Perché abbiamo pensato che senza le società, senza i nostri circoli, non ci può essere attività sportiva per i nostri giovani e non ci potrà essere lavoro per i nostri insegnanti. E quindi abbiamo immediatamente provveduto a fare una prima manovra, pure in una condizione di grave difficoltà, dovuta alla sospensione degli Internazionali BNL d’Italia che come sapete per noi rappresentano la maggiore fonte di reddito. La manovra prevede che, non appena ci verrà concesso, si possa riprendere l’attività a squadre, di ogni livello e di ogni grado, in maniera totalmente gratuita e che la stessa cosa possa avvenire per i giovani anche per l’attività individuale. Abbiamo poi prorogato le scadenze dei mutui dal Fondo rotativo per l’impiantistica e abbiamo rimborsato a tutte le nostre società sportive la quota di affiliazione dando loro due cartoni di palle da tennis. Il tutto per un valore complessivo di circa tre milioni di euro. Detto in altre parole abbiamo posto le condizioni perché il riavvio, quando ci verrà concesso, possa avvenire nel modo più rapido possibile e con beneficio per tutti gli operatori del settore”.

“Adesso però stiamo continuando a lottare – continua il Presidente Fit – perché vogliamo raggiungere due obbiettivi. Il primo, che ci dovrebbe consentire di ottenere ulteriori risorse da utilizzare per sostenere le società e l’intero sistema, è la riprogrammazione degli Internazionali BNL d’Italia che contiamo di fare in autunno. Speriamo che l’Atp ci dia il via libera quanto prima. Il secondo obbiettivo, ancora più importante, è riuscire a far capire a chi ci amministra, il Governo, chi dovrà decidere le varie fasi della ripresa della nostra vita sociale, che il tennis, per le sue caratteristiche intrinseche e per le ulteriori precauzioni che potremo prendere è, tra gli sport più diffusi nel nostro paese, quello più sicuro. E quest’ultimo obbiettivo non deve solo servirci per poter partire per primi, come recentemente ha sostenuto anche il dott. Cozzoli, presidente di Sport e Salute, in un’intervista al quotidiano l’Avvenire. Questa caratteristica del tennis, se sapremo comunicarla bene, potrà essere un grosso vantaggio competitivo rispetto a tutti gli altri sport più diffusi in Italia che, tra l’altro, per la maggior parte sono sport di squadra, di contatto e spesso vengono disputati indoor. Per questo stiamo preparando un piano che dovrà aiutarci, in questa lunga fase durante la quale dovremo convivere con il virus, a riqualificare il nostro prodotto, esaltandone le caratteristiche che lo rendono più sicuro rispetto agli altri sport per fare in modo che le famiglie lo scelgano per i propri figli, perché più sicuro, e perché possa anche attrarre anche una parte dei praticanti degli altri sport che potrebbero dover riprendere dopo di noi. La Federazione batterà forte su questo tasto con tutti i suoi strumenti di comunicazione”

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