Nella serata di ieri nel corso della trasmissione di Canale 85 “La Puglia Nel Pallone”, è intervenuto il responsabile dell’area tecnica della Fidelis Andria Fabio Moscelli. Queste le sue dichiarazioni relative all’attuale momento: “La situazione – comincia parlando del rientro dei calciatori tornati dalla famiglia – legata al trasferimento di diversi calciatori che hanno la famiglia lontana e fuori nazione, è davvero problematica. Una volta che loro rientrano ad Andria poi dovranno sottoporsi a un periodo di quarantena. Sarebbe facile parlare dei campionati come la Serie A, ma il vero problema è la Serie D. Io vedo – prosegue discutendo della ripresa – molto difficile la ripresa, perchè al primo contagiato si dovrebbe nuovamente tornare in quarantena. Inoltre potrebbero esser accontentate alcune squadre e altre meno, perciò bisognerà prendere una giusta posizione per salvaguardare il futuro. Inoltre quanto si parla di protocollo, mi sembra di non aver mai sentito parlare di Serie D, ma solo di professionisti. Per capire quanto sia difficile, basterebbe pensare che in Serie D non vi è l’obbligo di portare il medico di squadra nelle gare in trasferta. Non si può pensare di tenere 24 ore su 24 lo staff medico con le squadre dilettantistiche, perchè dal momento in cui essi lavorano a titolo gratuito. Io penso – conclude esponendo la sua soluzione – sia giusto far salire determinate squadre e congelare le retrocessioni, inoltre bisognerà far sì che avvengano i ripescaggi, perchè alcuni club di Serie D hanno una storia importante dietro e una solidità economica alle spalle”.
CALCIO – F.Andria, Moscelli “In D i medici non sono obbligatori in trasferta, come si fa a pensare a una collaborazione continua e gratuita?”