L’ex difensore di Bari e Fidelis Andria, Ionut Rada, si è concesso ai nostri microfoni per parlare della sua carriera e sulla situazione delle due squadre pugliesi per cui ha giocato. Al giocatore vanno i più sentiti ringraziamenti.
Buongiorno Ionut! Nel corso della sua lunga carriera passata giocando prevalentemente in Romania, ha ritagliato una piccola parentesi di tre anni per giocare in Italia, dove ha militato nel Bari e nella Fidelis Andria. Segue ancora le sue ex squadre?
“Si, le seguo sempre, sono legato a queste due città e tutte e due hanno dei tifosi molto calorosi. Mi dispiace per Andria che è tornata in Serie D e vedo che sta facendo un po’ di fatica. Bari, invece, ha un progetto importante con una società forte alle spalle, speriamo che possa salire. Adesso non si può pensare troppo a come finirà il campionato ma ho visto che la Reggina ha fatto una bella stagione e sta meritando di andare in B, vedremo cosa deciderà la Lega ma, comunque, credo che il Bari possa tranquillamente andare in B vincendo i Play Off. I biancorossi hanno perso alcuni punti all’inizio ma, con il cambio di allenatore, c’è stata la svolta. L’attuale tecnico è uno che conosce i giocatori che ha in rosa e ha esperienza nella categoria, anche perché la Serie C è difficile, soprattutto nel girone C, dove milita il Bari, la ci sono tante squadre forti”.
“Ad Andria ho visto che c’è stato un cambio di allenatore, è tornato Favarin, ma ho visto anche che la società non va bene perché sta avendo qualche problema, purtroppo non è facile, il calcio è bello quando giochi sulle piazze calorose, ma è difficile perché qualche volta bisogna avere pazienza. Quando giochi ad Andria, ma anche a Bari, a Lecce, a Catania, tre quattro risultati negativi di fila e poi ti mettono pressione, i tifosi vogliono le cose importanti ma ci deve essere dietro una società forte. Per i tifosi vinci e sei un re, perdi e ti criticano subito, ma per raggiungere determinati obiettivi, deve esserci una società forte e capace di costruire un progetto importante”.
Lei ha raggiunto anche un grande traguardo che è quello di giocare in Champions League, forse il sogni di molti, se non tutti, calciatori.
“È un bel momento. Guardando indietro ci sono emozioni che quando giochi non percepisci, ci sono esperienze “normali”, come giocare in Champions League, giocare in Europa, giocare con la Nazionale, che sono momenti in cui tu pensi soltanto a giocare al meglio. Da piccolo, però, giocare in Champions e fare anche gol è un sogno che, probabilmente, no avrei mai immaginato, neanche se me lo avesse scritto qualcuno su un pezzo di carta. Il bello del calcio è questo, crederci sempre, anche io ora con il mio progetto “The Rada Way” vado nelle scuole e nelle scuole calcio e parlo ai giovani calciatori, insegnando a pensare sempre al più alto obiettivo da raggiungere, perché, anche se irraggiungibile, è quello che ti tira avanti, anche se non sai mai dove arriverai”.
Ricordiamo con gioia anche i suoi gol in Champions.
“Si, è una cosa fantastica. Ho fatto 2 gol, uno nella vittoria casalinga contro il Basilea, e uno fuori casa contro la Roma, dove, però, perdemmo per 2-1. I gol in Champions, però, sono gol in Champions, e anche se perdi, è un’emozione fantastica realizzarli, un momento incredibile”.
In ottica futura, le piacerebbe intraprendere la carriera da allenatore?
“Il mio futuro è, si, vicino allo sport, ma non voglio fare l’allenatore. Ho fatto tanti sacrifici durante la mia carriera tra l’andare in giro e cambiare tante città, ma ora voglio rimanere vicino alla famiglia e rimanere accanto a loro. Posso fare tante altre attività sportive, ad esempio ora faccio il personal trainer, mi piace fare tanto, tanto sport. Inoltre lavoro su alcuni progetti incentrati sull’educazione, lavoro con vari progetti sui social, e cerco di dare un aiuto ai ragazzi che vogliono intraprendere la carriera calcistica, spiegando gli step importanti e aiutando nella risoluzione dei problemi. Spesso vado anche in televisione, faccio l’analista sportivo ad una televisione nazionale, vengo chiamato quando ci sono le partite di Serie A Rumena, di Champions League, di Europa League. Se dovessi partire come allenatore, starei fuori 6 mesi, 1 anno in una squadra, poi dopo dovrei cambiare ancora e, sinceramente, questo non mi va.
Facendo il personal trainer, immagino che si stia allenando per tenersi in forma in questi giorni.
“Si, si, da 4-5 settimane sono live su Facebook, alle 9 qui, ore 8 italiane, e faccio una diretta con alcuni esercizi da fare per potersi tenere allenati. In questo periodo ognuno può aiutare con qualcosina, io ho pensato con questo. All’inizio nessuno ci credeva, ma dopo si sono ricreduti, anche perché così si consente alla gente di perdere un’ora per fare sport, utile anche per liberare un po’ di stress, anche perché rimanere in casa troppo tempo fa perdere la testa. Ho un giardino ma faccio gli allenamenti in casa così che le persone che guardano possano capire che è possibile fare ciò anche dentro casa, ovviamente faccio gli esercizi che le persone possono fare in uno spazio che, bene o male, tutti hanno a disposizione”.
Ha qualche rimpianto? Avrebbe voluto fare altre scelte?
“Scelte no, se dovesi tornare indietro non cambierei nulla, sono contento, ho seguito la mia carriera e ho fatto le scelte più corrette, non si deve pensare sempre e solo al calcio ma anche alla famiglia, se dovessi ricominciare la mia carriera rifarei le stesse scelte. Ho sempre cercato nella mia carriera di alzare l’asticella, vincevo qualcosa con una squadra, vedevo di non poter andare più oltre e quando usciva un opportunità io la afferravo, senza avere paura di andare in un posto e non giocare perché la ci sono giocatori più forti. Se mi avesse chiamato il Real io sarei andato, a me le sfide piacciono perché ti fanno uscire il meglio fuori.
“Un saluto a tutta la Puglia, a Bari, all’Italia, forza ragazzi, dobbiamo superare tutto questo, ci rivedremo al più presto”.