ESCLUSIVA PSN – Lorenzo Amoruso: “Non si potrà riprendere! Bari, stagione a rilento causa il mancato cambio in panchina a inizio anno”

Lorenzo Amoruso

Quest’oggi è intervenuto ai nostri microfoni, Lorenzo Amoruso, ex difensore di Bari, Fiorentina e Rangers, il quale ha voluto parlare della situazione relativa al campionato della compagine pugliese e alla ripresa dei campionati. Esso, nativo della cittadina murgiese, ha espresso i propri pensieri con enorme disponibilità! Ad oggi dirigente sportivo, ha voluto parlare con noi di tali questioni. Noi la ringraziamo e gli auguriamo il meglio per il proseguo di carriera.

Buon pomeriggio Lorenzo! Innanzitutto la ringraziamo per l’immensa disponibilità e le vorremmo chiedere in che modo passa le giornate in questo momento.

“La quarantena è uguale per tutti. Passo il tempo chiuso in casa, uscendo solo per far la spesa evitando di star troppo fuori, facendolo solo in caso di necessità reali. Sono solo a Firenze nella mia abitazione, non è una situazione fantastica, ma per il bene di tutti bisogna farlo. Per passare il tempo, visto che non è facile stare soli, mi guardo molta televisione o video su youtube, gioco alla playstation. Purtroppo le belle giornate non aiutano, visto il continuo sole e le temperature che invitano tutti ad uscire. Si soffre, ma sia, lo si fa per il bene di tutto il mondo con la speranza di uscire quanto prima da tale situazione”.

Al netto dell’attuale situazione, secondo lei ci saranno le condizioni per poter riprendere i tornei?

“Io sospenderei il tutto, metterei a fine i campionati con l’attuale classifiche senza nessun’altra opzione. Non si hanno dei tempi matematici i quali ti assicurano la data precisa nella quale terminerà questo periodo. Sono certo che tutte le voci che girano attorno allo sport, sono solo ipotesi campate in aria. Sappiamo bene che ci sono tanti giocatori contagiati e inoltre abbiamo appreso, grazie agli studi di alcuni medici, che anche una volta guarito ognuno di noi ha bisogno di almeno 45 giorni per smaltire il tutto, oltre a sottoporsi a altri due tamponi per confermare che il virus sia svanito. Coloro che stanno facendo queste proposte, come fanno ad avere certezze, se nemmeno i medici che vivono la situazione in prima persona, ne hanno? Si sta lavorando molto sullo pseudo-vaccino, ma anche quest’ultimo ha dei tempi medio-lunghi di creazione. Perciò, ribadisco, stanno gettando delle soluzioni che matematicamente parlando sono solo ipotetiche, che realmente non sono realistiche”.

Quindi lei, al netto del suo pensiero, a chi assegnerebbe i titoli?

“Non bisogna assegnare i titoli a nessuno, perché non è vero che alcuni club hanno vinto i campionati. Si congela il tutto, come accadde già ai tempi della guerra. Si tratta di una causa di forza maggiore mondiale, non sono italiana. Alcuni club saranno contenti, altri meno, ma a mio avviso bisognerebbe pensare solamente al Liverpool che con 26 punti di vantaggio sulla seconda aveva ormai il titolo in tasca, ed era pronta a vincere il titolo d’oltremanica dopo decenni. Nonostante ciò i reds non stanno facendo trapelare nulla e vivono la questione in maniera tranquilla, perciò non capisco la rabbia di società e tifosi in Italia. Quindi, per me dovrebbe terminare la stagione in questa maniera, senza sconfitti e vincitori con le squadre che dovranno rimboccarsi le maniche per la prossima stagione. Al contrario, per le posizioni Uefa prenderei in considerazione la classifica attuale, perchè essa non mente mai. Non vedo nulla di complicato, anche perchè nessuno ha vinto o è retrocesso matematicamente”.

Secondo lei, quando e in che modo potrebbe riprendere il calcio giocato?

“Mi risulta molto difficile dove, come e quando potranno riprendere i campionati. Nessuno potrebbe rispondere con certezza a questo quesito. Alcuni avevano pensato addirittura di giocare il resto del campionato tutto nella capitale. Purtroppo a Roma vi è un solo stadio, quindi è infattibile tale proposta. Te dovresti avere a disposizione 20 alberghi con al seguito lo staff ristorativo e 20 centri di allenamento. Poi, se mai qualcuno dovesse nuovamente infettarsi, ci sarebbe un nuovo stop. Sono ipotesi create tanto per farne parlare, soluzioni non c’è ne sono”.

Lei ha vestito per più stagioni la maglia del Bari, crescendo oltretutto tra le file del club murgiese. Cosa ne pensa dell’attuale stagione dei galletti?

“Non l’ho seguita in maniera diretta perchè ovviamente non potevo vedere le partite, ma è abbastanza chiaro che i galletti hanno pagato un inizio vacillante, dove hanno perso molti punti e giocavano male. Per fortuna con il cambio di tecnico vi è stato un cambio di tendenza, che è andato a migliorare ovvio. Purtroppo quest’ultimo è arrivato con un ritardo eccessivo. L’errore più grosso del Bari è stato quello di confermare Cornacchini, che seppur sia una bravissima persona, già nella stagione in Serie D aveva dimostrato di non far giocare bene la squadra e che aveva problemi, nonostante fosse la squadra più forte se non vincitrice del campionato. Si vedeva che non fosse una formazione compatta, anche fisicamente non mi sembravano al meglio i calciatori. Capisco la promozione e i meriti, ma bisognava capire che dai dilettanti alla Lega Pro cambia tutto, e difatti sono emerse le difficoltà nella parte iniziale di stagione. Poi, dopo l’arrivo di Vivarini e dopo che quest’ultimo li ha messi bene in campo dandogli un’identità di gioco, il Bari ha recuperato punti. Purtroppo chi insegue non può mai sbagliare nulla e il divario già allora e molto ampio. La Reggina a metà stagione ha sbagliato qualche volta, ma i biancorossi non sempre si sono fatti trovare pronti, confermando l’ampia distanza. Al momento non si è certi che si tornerà a giocare, ma viste le poche gare rimasti, non sono certo che il Bari potesse recuperare tutti quei punti alla Reggina”.

Per concludere in bellezza, le volevamo domandare: cosa ne pensa di un possibile ritorno al passato per la Serie C, con un campionato professionistico che vedrà le migliori della terza divisione e un secondo che vedrà le restanti, con quest’ultimo che risulterà un torneo semi-professionistico?

“Questa teoria verrà attuata per salvaguardare ancor di più l’economia di tante squadre. In poche parole si è capito che si vorrà fare ciò per permettere alle squadre capaci di offrire le garanzie, di disputare un campionato professionistico e ad alti livelli. Si tratta di un ragionamento logico, perchè ad oggi è sempre più complicato trovare gente disposta a investire nel mondo del calcio. Se si riuscisse a fare un qualcosa del genere, tutti ne trarrebbero diverse tutele, a partire dai calciatori per terminare con gli addetti ai lavori. Mi auguro che ciò possa giungere al termine, si tratta del futuro del nostro calcio”.

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