Nel corso di una diretta instagram del giornalista Nicolò Schira, l’ex attaccante del Foggia Pietro Iemmello ha voluto raccontare le sue esperienze in daunia. Le dichiarazioni: “Foggia è la squadra calcistica insieme a Catanzaro per cui faccio il tifo. Una piazza del genere fa bene al calcio italiano e merita di stare in alto, nelle categorie più importanti. Quando sono arrivato ho trovato De Zerbi e subito è scattato un feeling incredibile. Giocavamo un gran calcio: abbiamo vinto la Coppa Italia e siamo arrivati in finale playoff. Peccato solo il risultato finale. Ricordo ancora le capanne fuori dalla biglietteria il martedì, con i tifosi che facevano giorni di fila per i biglietti. C’era tutto per vincere: ci è mancato solo la vittoria finale. Ogni mese la rivedo su YouTube, fa ancora male“.
Sulla stagione del fallimento: “Era ben chiaro a tutti durante la stagione quali erano le problematiche. Era una squadra con giocatori importanti, non da playout al di là della penalizzazione. Al netto degli errori dei giocatori, il finale che c’è stato con il fallimento è l’emblema di tutto. Regnava la disorganizzazione e l’incapacità di gestire una squadra di calcio. Foggia quando ti dà delle pressioni può diventare scomoda. C’era gente che guadagnava poco e sapeva che non veniva pagata, pensava a come far campare la propria famiglia. Ne parlo per la prima volta a distanza di tanto tempo perché ne ho sentite davvero tante e di tutti i colori. Leggere certe cose sia personali sia di squadra mi ha ferito, ci sono stato male. Abbiamo fatto il possibile per cercare di salvare la squadra sul campo. Anche noi abbiamo sbagliato qualche gara: le pressioni di Foggia sono le stesse che ci sono a Napoli. L’onda d’urto da reggere è difficile e non tutti riescono a sopportarla. La retrocessione è stata una grande amarezza”.