Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il centrocampista del Taranto ed ex Crotone, Avellino e Casertana tra le altre, Kelvin Matute, racconta come sta vivendo l’attuale situazione.
“In questo momento l’obiettivo primario è quello di azzerare il numero di contagi per tornare quanto prima alla normalità. Il calcio viene dopo, c’è tanta gente che si ammala e muore e tanti uomini e donne che in prima linea a combattere il virus, rischiando in prima persona”.
Sul rendimento – “La risposta è difficile. Quando sono arrivato c’era grande entusiasmo ed autostima. Poi la prima sconfitta con il Brindisi ha fatto scricchiolare tante certezze. Da quel momento, nonostante siamo riusciti ad inanellare tre vittorie di fila, qualcosa si è perso. Il fallimento sportivo è stato di tutti, non dei singoli. Quando sono arrivato qui, avevo voglia di strafare, di ripetere quanto fatto ad Avellino. Lì la situazione però è stata completamente diversa. Anche in Irpinia il mio avvio di stagione non è stato semplice, ma gli episodi, nei momenti chiave della stagione, hanno girato a nostro favore, cosa che non è accaduta qui a Taranto. Non è stata solo sfortuna, noi abbiamo badato ad essere troppo belli e buoni, ed in questa categoria non va bene. Se c’è una cosa che ho capito della serie D è che il bel gioco non serve. Vedete il Foggia: brutto, ma vincente”.