Ex centrocampista di Gualdo, Torino, Cagliari e Avellino ed ex storica bandiera del Lecce, squadra in cui ha militato dal 1997 al 2002 e in cui è riuscito ad ottenere anche la fascia da capitano, Alessandro Conticchio, ora collaboratore tecnico nello staff di un altro grande giocatore ex Lecce, l’attaccante Cristiano Lucarelli, si è concesso in esclusiva a noi di Puglia Sport News, per parlare sull’attuale situazione in Serie C e sul capitolo Lecce. All’ex centrocampista va un grande ringraziamento da parte nostra per la disponibilità e l’augurio per un roseo futuro in panchina.
Buongiorno signor Conticchio! Ormai questa emergenza coronavirus ha colpito soprattutto la Serie C, con molte società che non riescono a coprire le spese. Sfortunatamente tra i tanti club colpiti maggiormente, c’è di mezzo anche il Catania, dove attualmente lei è collaboratore tecnico, che già da un po si è visto come non riuscisse a sostenere più le spese.
“Si, il Catania stava già attraversando un momento difficile e infatti c’è in corso un passaggio di proprietà. Pulvirenti comunque non ce la fa più a sostenere la squadra, con tutti i problemi che ha avuto, quindi ci sono delle trattative in corso, sperando che vadano bene perché non è poi così scontato. Quindi si, il Catania pure si trova in una situazione difficile e di certo questo problema ulteriore del coronavirus non aiuta. Infatti anche gli ultimi stipendi non sono stati pagati, c’è una situazione un po particolare e vedremo cosa succederà, prima bisogna vedere se si riparte questo campionato, c’è quindi da aspettare un po”.
Ci sono poi squadre come Reggina e Bari che sembra possano farcela e vorrebbero conquistare una promozione. Secondo lei il campionato riprenderà?
“Eh,questa è una bella domanda. Personalmente, l’impressione che ho è che non riprenderà, o almeno, la Serie C soprattutto non riprende perchè tanti presidenti, circa il 90%dei presidenti delle società non ha neanche i mezzi per poter ricominciare e per poter giocare le partite non potendo sostentare viaggi, trasferte e alberghi e tutte le spese che naturalmente società di Serie A e molte di B coprono con gli aiuti di introiti, diritti e sponsor vari. Si, difficoltà per tutti ma un conto sono la A o la B e un conto è la C”.
Con l’interruzione però si andrebbero a penalizzare anche le squadre che hanno dimostrato di poter puntare alla promozione in campo.
“No no, con questo non voglio dire che non venga riconosciuto loro il titolo, io dico che è difficile che il campionato riparta, poi ci sta che magari tra dieci giorni veramente si possa ricominciare a fare gli allenamenti e quindi magari i campionati si portano a termine. Qui da noi o giù al sud la situazione è abbastanza tranquilla ma chiedere adesso alle tante squadre di Serie C della Lombardia o del Veneto di ricominciare oggi è molto difficile. Forse noi non ci stiamo rendendo conto di quello che sta succedendo, io ho tanti amici lassù che dicono che è come stare in guerra, tra l’altro le squadre del nord devono giocare anche tre partite in più rispetto al sud, quindi sai, bisogna valutare molto bene se ci sono le condizioni per ripartire, inoltre se si riprende ci devono essere anche le adeguate misure di sicurezza. Poi ti ripeto, la Reggina sta meritando ampiamente la promozione, è davanti a tutti ormai da 3/4 di campionato ed è giusto che venga riconosciuto, così come il Benevento che è sempre stato davanti a tutti e a 20 punti dalla terza è giusto che vada in Serie A. Così per la Reggina, così per il Vicenza, così per il Monza che il campionato dicono tutti l’abbia vinto già ad ottobre dell’anno scorso. Ci sarà gente poi che dovrà decidere, qualcuno rimarrà scontento perché ad esempio ad oggi il Bari dice di essere la miglior seconda ma potrebbe controbattere il Carpi dicendo che la miglior seconda è lei perché ha giocato tre partite in meno, in poche parole si scatenerà una guerra e non sarà facile decidere il da farsi”.
Sospendere tutto sarà anche uno sperco per le società che hanno investito per arrivare nelle prime posizioni, rimarrebbero colpite anche loro.
“Certo, si dovrebbe trovare una soluzione, magari non giocare da qui alla fine ma si stabilisce che le prime vanno su e le altre giocano dei play off. Prendere in considerazione la classifica attuale e poi se c’è tempo per far giocare tutte le squadre qualificate è bene se no faranno le prime 4 di ogni girone. Prenderanno comunque una decisione in questi giorni, anche perché i campionati devono pure finire, altrimenti si comprometterebbe poi quello del prossimo anno. Giocano tutti, son tutti scienziati ma giocare a settembre, ottobre, luglio e agosto ha delle difficoltà. A dirlo è facile ma bisogna calcolare anche il tempo della preparazione. Ora si deve fare una preparazione per 10 partite, poi dopo che fai? Non hai sosta? Quindi la preparazione per che la fai? Per le dieci partite o anche per il prossimo anno? Anche perché se si gioca d’estate vuol dire che si ricomincerà subito”.
Lei ha giocato anche a Lecce, dove ha raggiunto uno dei punti più alti della sua carriera, culminato poi dalla fascia da capitano. Immagino sia rimasto molto legato alla piazza.
“Si, il legame con il Lecce è forte, ho tanti contatti e tanti amici con cui mi sento ancora. Lecce, anche se ho giocato in altre squadre è stato, come hai detto tu, il punto più alto della mia carriera, anche il Torino, per cui ho giocato solo un anno, è stata una società prestigiosissima ma quello che ho, anzi che abbiamo passato a Lecce con il direttore sportivo, il presidente Semeraro, Corvino, la squadra che c’era, l’allenatore Cavasin, si era creato un forte legame in quegli anni e penso abbiamo fatto un po la storia del Lecce”.
Celebre anche il nomignolo assegnato dopo un gol che ha regalato la vittoria in un derby contro il Bari: Conticchio, il “sindaco” di Lecce.
“Quello è indimenticabile, era un derby particolare, un derby dopo il ritorno nella massima serie, il primo per i Semeraro in Serie A, per tanti di noi era il primo derby, chi non aveva mai giocato in Serie A, chi non aveva mai affrontato il Bari. Era una partita già sentita di suo, poi comunque quello è stato uno dei derby più accesi. Lo sai com’è, i derby non si vivono solo quella settimana li come una partita normale, viene vissuto almeno per tutto il mese prima del match. Sapendo che comunque di la c’era una squadra che in quegli anni li era veramente uno dei club più importanti, averlo vinto, aver fatto gol, aver lasciato un segno ricordato ancora oggi, quel gol veramente mi fa ancora emozionare”.
Come vede la stagione attuale dei giallorossi? Possono puntare alla salvezza?
La stagione è stata un po altalenante perché si son vissute fasi dove veramente si sembrava non uscire più dal tunnel e poi invece all’improvviso ci sono state fasi di vittorie importanti, come ultimamente, che hanno permesso di agganciare e mantenere la zona salvezza. La squadra secondo me esprime un buon calcio, ha dei valori, certo, a gennaio sono state sistemate alcune cose sul mercato la dove forse c’erano alcune lacune, la speranza è che si possa portare a termine il campionato. Adesso il Lecce era in una fase positiva, la speranza c’è, la squadra ha fatto sempre il massimo di quello che ha potuto”.
Nessuno però si sarebbe aspettato un immediato salto dalla C alla B e dalla B alla A.
Eh no, infatti il salto dalla C alla B è già grande però poi quello che è veramente grande è il salto dalla B alla A. Tante squadre che hanno vinto il campionato di Lega Pro poi sono riuscite a vincere anche quello della B, però poi in A cambia tutto, la A è un campionato dove la qualità è alta, non si può sbagliare niente, non si può lasciare niente al caso. Forse qualcuno ha pagato particolarmente questo doppio salto, però ripeto, la squadra io l’ho vista sempre dare tutto nei limiti del possibile. C’erano alcune lacune che sono state colmate e alla fine penso stia facendo un campionato in linea con quello che poteva fare, però la salvezza è a portata di mano e c’è la possibilità”.
Tutto dipende da come si evolve questa situzione.
“Si, dipende da come uno si fa trovare pronto, adesso come sai è un po un rebus per tutti ed è la condizione fisica che farà la differenza”.
Cosa sta facendo adesso per tenersi in forma e passare il tempo?
“Per fortuna mi ero fatto una stanza con una piccola palestra e mi sta tornando utile adesso in modo veramente clamoroso, quindi riesco a fare qualcosina ogni giorno. Per il resto sto studiando inglese che è una cosa che avrei voluto sempre fare e non avevo mai fatto, inoltre ho trovato tempo per stare con mio figlio, stiamo un po insieme, questa è una delle cose che più mi è mancata nel corso degli anni perché son stato sempre in giro e quindi, dai, sto cercando di colmare le cose dove sono stato un po carente”.
Foto di Andrea Stella