CALCIO – Bitonto, Taurino a TSD: “Sono convinto che chi sarà chiamato a decidere le sorti di questa stagione, abbia ben chiara una strategia da adottare”

Roberto Taurino

Intervistato in esclusiva su Tutto Serie D, il mister del Bitonto, Roberto Taurino, racconta il suo punto di vista sull’attuale situazione e su un possibile finale di campionato.

“Anch’io, come la maggioranza degli italiani, sto vivendo questo momento relegato in casa. Ci è stato chiesto di farlo ed è necessario attenersi scrupolosamente a questa indicazione, non solo perché ci sia stata imposta, ma perché sia la cosa più giusta da fare. Non lo ritengo un sacrificio, proprio perché c’è un motivo più che valido se si è stati privati di ogni libertà. La mia speranza è che si capisca tutti quanti che, da una simile situazione, si possano e si debbano trarre degli insegnamenti importanti. Sono convinto che ci siano tutti i presupposti per diventare uomini migliori una volta ritornati alla totale normalità. Per quanto concerne l’attività sportiva e lavorativa, posso senz’altro dire che per un uomo che per 43 anni ha vissuto di Calcio, vivendo questo Sport quotidianamente e appieno, starci forzatamente a distanza sia una sofferenza non di poco conto. La mancanza cresce di giorno in giorno, ma cerco di superare questo periodo con in testa il pensiero fisso che presto tornerò sul campo e ciò mi da tanta forza per affrontare il presente con la dovuta serenità”.

Sulla Stagione – “Ognuno di noi avrà le sue idee e starà ipotizzando uno scenario piuttosto che un altro. Sono convinto che chi sarà chiamato a decidere le sorti di questa Stagione, abbia ben chiara in mente una strategia da adottare. Ho profonda fiducia di chi è a capo del nostro movimento e auspico che qualunque scelta sia dettata dal buon senso, lo stesso che la LND ha dimostrato fermandosi prima di tutte le altre Leghe. E questo grande merito va riconosciuto alla Lega Nazionale Dilettanti. In ottica ripresa, mi sembra purtroppo abbastanza chiaro che, più passino i giorni, meno possibilità ci siano di ripartire. Il protocollo sanitario ipotizzato, che prevede l’effettuazione di tamponi e la frequente sanificazione degli spazi comuni, credo sia economicamente insostenibile per le realtà di Serie D. Si parla di porte chiuse, di distanziamento sociale, ma per far riprendere uno Sport di continuo contatto come il Calcio, è necessario sul serio che il rischio di contagio sia pari a zero. Allo stato attuale, nessuno può dirci quando ciò avverrà, ecco perché nutro seri dubbi sulla ripresa del Campionato. Ci sono infatti delle tempistiche che vanno tenute in debita considerazione. Le squadre non possono di certo affrontare delle gare ufficiali senza prima aver effettuato un periodo di riatletizzazione. Io non sarei troppo contento di prolungare l’attività agonistica fino ad estate inoltrata. Francamente spero che non si vada incontro ad una soluzione del genere e si pensi piuttosto alla pianificazione della Stagione successiva”.

Sulla situazione economica della Serie D – “Purtroppo le differenze legate ai guadagni e alle tutele dei Calciatori professionisti da quelli dilettanti, sono enormi. Chiedere ad un atleta di Serie A di rinunciare a tre stipendi, rappresenterebbe un sacrificio che non comprometterebbe la propria serenità. Chiederlo ad un Dilettante invece, sarebbe francamente improponibile. Gli stipendi medi si aggirano tra i mille e i duemila Euro, percepiti per dieci mensilità. Denaro con cui si devono mantenere delle famiglie, con oneri importanti a cui far fronte. E’ un momento in cui vada richiesto a tutti un sacrificio, questo è indubbio, anche i presidenti hanno le loro problematiche da affrontare, relative alle rispettive aziende e interessi lavorativi. Perciò auspico una soluzione che porti tutti a fare un sacrificio, ma direttamente proporzionale alle singole possibilità. Spero inoltre, che non siano tante le squadre destinate a sparire dal panorama calcistico nazionale così come si stia ipotizzando in questi giorni, ciò significherebbe uscirne con le ossa rotte e a uno scenario simile non voglio neanche pensarci”.

Su una possibile ripresa – “Sbilanciarmi per ipotizzare uno scenario oppure un altro, non è nelle mie volontà. In queste ultime settimane ne ho sentite veramente di tutti i colori. Si è parlato di promozione diretta per le prime dei nove Gironi, si è ipotizzato la disputa di soli Play-Off aperti alle prime cinque o sei in classifica, ho letto dell’ipotesi ripescaggio destinata alle attuali seconde, nel caso in cui venissero meno determinate società di Serie C e, insieme a queste, tante altre possibili soluzioni. Ad esempio, quella di promuovere tutte le prime e tutte le seconde di Serie D, creando un ulteriore Girone di C. Si è ipotizzato persino la creazione di una Serie C “Élite”, oltre a due raggruppamenti che fossero come una sorta di C2, una soluzione, questa, che equivarrebbe ad un enorme passo indietro, a mio avviso. E’ abbastanza fastidioso notare come la maggior parte degli addetti ai lavori delinei un ipotetico finale in base alla propria situazione di classifica, o ai rispettivi obiettivi stagionali. Ecco perché non voglio entrare in queste dinamiche e intendo unicamente rimettermi con fiducia a quelle che saranno le decisioni della Lega. Scelte e determinazioni che non potranno di certo essere prodotte in base alle esigenze della singola squadra, ma a quelle di un intero movimento. Cerchiamo di comprendere come non ci sia in gioco solo il finale di un Campionato, ma anche e soprattutto la credibilità di un intero sistema. Anche perché, un movimento limpido, ben amministrato e correttamente strutturato, permetterebbe a tutti quanti noi di alimentare la passione che ci spinge a lavorare nella maniera più lucida, adeguata e serena possibile. E sono certo che ogni scelta sarà concretizzata in base proprio a questo principio. La nostra speranza resta in ogni caso quella di riprendere al più presto e lasciare che sia il campo a determinare il destino calcistico di ognuno di noi. E’ chiaro che non si potrà comunque parlare di un finale “normale”. Si andrebbe incontro senz’altro a gare condizionate nelle tempistiche, negli orari, nei ritmi, senza pubblico e giocate con una serie di cambiamenti rispetto al consueto, che saranno inevitabili e fisiologici. Che si riprenda a giocare o meno, cerchiamo di capire che ci saranno delle ingenti conseguenze per tutti, nessuno escluso. Noi continueremo in ogni caso a sperare di completare sul campo il percorso iniziato la scorsa estate, risultando così i fautori del nostro stesso destino”.

Sul rendimento della squadra – “Se dovessimo analizzare solo e soltanto i numeri, le statistiche e i dati relativi al nostro Campionato, avremmo una dimensione ancor più ampia ed esatta di quello che è stato il nostro percorso sino ad oggi. Questo, ancor più della classifica in se’ e per se’, da l’idea di quanto straordinaria sia stata la Stagione dei miei ragazzi. Sono numeri, i nostri, che avvalorano lo splendido cammino concretizzato da Calciatori di assoluto livello tecnico, ma ancor più morale ed umano. Ai nastri di partenza di questo Girone si presentavano realtà blasonate ed ambiziose come Foggia, Taranto, Audace Cerignola, Casarano e anche il Sorrento di Mister Maiuri, un tecnico che stimo tanto, da cui ho avuto piacere di essere allenato in passato, e che è al timone di una squadra con alle spalle una società sana e competente, con tutti i presupposti per fare Calcio nella maniera migliore. Senza dimenticare le altre compagini del Girone H, squadre ben strutturate, ostiche e difficilissime da affrontare per chiunque. Quindi per noi, trovarsi in vetta da Ottobre scorso, in un raggruppamento di così alto livello, è motivo di grandissimo orgoglio. Non siamo certamente primi per caso, nessuno ci ha mai regalato nulla. A tal proposito, ci tengo a fare un plauso a tutti i miei ragazzi, ringraziando in particolare il nostro Presidente, Francesco Rossiello. Se siamo stati nelle condizioni di esprimerci al massimo, cercando di competere per obiettivi prestigiosi, il merito è suo. Personalmente ho avuto modo di conoscerlo l’estate scorsa ed è stato un onore per me, perché ho avuto il privilegio di imbattermi in un uomo dai valori straordinari, con alle spalle una famiglia altrettanto speciale. Ha avuto abbastanza “coraggio” nell’affidare un progetto così ambizioso ad un Allenatore reduce da un esonero. Puntare su di me per migliorare il quarto posto dell’anno scorso, è stato per certi versi da temerario e con questa scelta, ha dimostrato di avere coraggio e capacità di analizzare in primo luogo le peculiarità professionali ed umane di un tecnico. In questo senso gli devo tanto e non finirò mai di ringraziare lui ed il Direttore De Santis per aver creduto fortemente in me. Penso che a Bitonto debbano tenersi stretti un Presidente e una società del genere. Lavorare in un contesto simile è un lusso. Pensare di non poter completare il nostro percorso sul campo, riconosco che nel gruppo abbia generato un po’ di preoccupazione, e questo l’ho avvertito. Tutti noi vorremmo, al di là di tutto, trionfare sul campo e chiudere ogni discorso giocando regolarmente fino alla trentaquattresima Giornata. Sarebbe un gran peccato non riuscire a chiudere il cerchio, però ripeto, stiamo tranquilli e cerchiamo di andare avanti con fiducia. Finché non sapremo a quale destino dovremo andare incontro, continueremo ad allenarci anche tra le mura domestiche, con l’intensità di sempre e con la mentalità vincente che ha contraddistinto tutto il nostro cammino. Cerchiamo di tenere alto il morale del gruppo, rimanendo noi stessi in tutto e per tutto anche da lontano. Se poi si dovesse chiudere l’annata anticipatamente, non potremmo di certo sentirci meno meritevoli qualora ci venisse assegnata una promozione diretta dopo ventisei Giornate disputate e oltre 2/3 di Stagione completata. Questo non è un auspicio, sia chiaro. Non sto qui a dire “Basta, chiudiamola qui e mandiamo il Bitonto in C!”. Sto sperando realmente di avere la possibilità di giocarci il primato sul campo e fino in fondo. Un Calciatore, così come un Allenatore, vive di questo. Se penso che proprio ieri saremmo dovuti scendere in campo allo “Zaccheria” per giocarci lo scontro diretto con il Foggia, mi vengono i brividi. Chissà quante e quali emozioni avremmo vissuto ieri pomeriggio, se tutto fosse andato nel migliore dei modi. Ripeto sempre ai miei ragazzi che dobbiamo andare avanti con l’orgoglio di chi ha fatto otto mesi di sacrifici incredibili, concretizzando un percorso straordinario, a prescindere dall’epilogo. E questo è innegabile”.

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