ESCLUSIVA PSN – Intervista a Jeda: “Lecce, il migliore acquisto Liverani. Casarano società in continua crescita. Sul futuro della Serie A…”

Jeda Capucho Neves

In esclusiva ai nostri microfoni si è esposto quest’oggi Jeda Capucho Neves, per i tanti Jeda, ex attaccante tra le tante di Lecce e Casarano. Esso nel corso della sua lunga carriera ha vestito le prestigiose maglie di Palermo, Cagliari e Catania, calcando i campi della maggiori categorie del nostro paese. Noi lo ringraziamo per l’immensa disponibilità!

Buongiorno Jeda! Siamo curiosi di sapere cosa fai nel tentativo di far passare queste ore in casa. Continui ad allenarti, oppure ti diletti in altro?

“Sono sincero, mi allenavo nel corso dei primi giorni di quarantena quando ancora si poteva uscire per correre, ma dopo la chiusura totale ho evitato. Dopo una settimana mi è passata la voglia perchè ho voluto pensare alla salute. Senza di essa non si va da nessuna parte, perciò mi sono voluto soffermare su quanto stava succedendo nel nostro paese e rimanere a casa. Ora mi soffermo a guardare le notizie, la forma fisica viene in secondo piano. Per ottemperare a tale mancanza tento di mangiare il meno possibile. Inoltre dedico molto tempo ai social, per andare alla ricerca di vecchie foto ricordo o video riguardanti alcuni gol”.

Cosa ne pensi dell’attuale annata del Lecce? Ti ha dato dei segnali positivi fino ad ora?

“In Serie B fece un qualcosa di straordinario grazie anche all’allenatore, che è uno dei più promettenti a mio avviso. Il Lecce si è mosso molto bene perchè ha una società solida, dando speranza ai tifosi e offerto certezze all’ambiente. Difatti in passato era quello il problema principale della squadra. Mi è piaciuta anche la costruzione della rosa; nonostante alcune critiche la compagine salentina sta rispettando le aspettative, lottando per una salvezza sicura. Sono contento della stagione di Falco, il quale è cresciuto e ha capito il suo margine di crescita sul rettangolo verde e il suo potenziale. Anche Mancosu ha fatto bene, sono felice perchè lo conosco ed è il capitano. Sono giocatori su cui la squadra deve contare per il futuro. In generale la squadra ha fatto bene, anche se è chiaro che in questo momento bisogna capire cosa succederà. Penso sia in linea con gli obbiettivi e ribadisco la mia felicità riguardo a quanto fatto dagli addetti ai lavori in questi anni”

Il migliore acquisto del Lecce nel corso delle due sessioni di calciomercato?

“Il fatto di aver optato per un tecnico come Liverani in tempi non sospetti è risultato un successo. Spesso anche costruendo una buona rosa, senza un tecnico giusto, non si fa granché. Puoi anche fare una buona compagna acquisti, ma se non si acquista un tecnico capace di fa rendere la squadra, si hanno difficoltà. L’acquisto migliore è stato quello del mister. Brava la società che ha scommesso su di lui e gli ha dato fiducia, perchè quando c’è stato un breve periodo di contestazione che ha portato in discussione la posizione dell’allenatore, il Lecce avrebbe potuto fare diversi passi falsi e non trovare continuità. Società che lottano per salvarsi devono fare ciò, perchè spesso nel tentativo di far meglio si peggiorano le cose. Ripeto, secondo me è uno dei migliori prospetti della nuova leva italiana degli allenatori. Ovvio che poi in campo scendono i calciatori, ma aver puntato su di lui è stata una grande scelta”.

Te hai anche vissuto una breve parentesi con il Casarano. La squadra dopo anni è tornata in un campionato importante, cosa ne pensi della loro annata?

“Sto seguendo in maniera assidua il Casarano, perchè mi piace molto seguire quello che fanno attualmente le squadre nelle quali ho giocato. Sono molto felice per i rossazzurri, perchè anche nel loro caso è entrata in gioco una società seria e pronta ad investire per offrire alcune certezze. Nonostante sia salita quest’anno la squadra ha grandi ambizioni e a mio avviso si sta comportando in maniera eccelsa , perchè si sta muovendo bene in un campionato veramente difficile. Ad esempio mi piace seguire anche il Catania, il Palermo seppur meriti palcoscenici più importanti e il Crotone, che ormai da diversi anni a questa parte fa molto bene. Infine sono molto legato al Vicenza, la squadra che mi ha portato in Italia”.

Al momento si parla molto di ripresa. Sei ottimista o pessimista al riguardo di tale tematica?

“Io sono ottimista, anche se ci vorrà del tempo per tornare. Ovviamente c’è bisogno di dare un segnale di normalità, seppur è chiaro che il ritorno della quotidianità sarà graduale. Secondo me, le prime partite dovranno giocarsi a porte chiuse, e tale ristrettezza dovrà mantenersi tale finché non ci si riprenderà del tutto dal disastro. Sono certo che dovremmo convivere con tale situazione per un altro pò di tempo. In ambito calcistico bloccare tutto ora per assegnare titoli e retrocessioni, sarebbe dannoso perchè conseguentemente ci potrebbe essere un’infinita pioggia di ricorsi che impedirebbe l’inizio del campionato nella prossima stagione. Giusto prendersi del tempo, per continuare a ragionare sulla possibile soluzione da poter attuare. Il calcio è un movimento socio-culturale che si ramifica in diversi ambiti, e ogni calciatore non è differente dai comuni mortali. Questo sport è importante sia a livello economico che per tutto il paese, visto che è seguito in ogni angolo della nazione”.

Nonostante chi di competenza in questi giorni stia formulando tante soluzioni da poter adottare per i campionati, qual’è la sua?

“Se non dovessero riprendere le gare bisognerà annullare il campionato e far riparte il tutto il prossimo anno. Il problema principale saranno le squadre che erano pronte a essere promosse, come il Benevento, il quale potrebbe lamentarsi e fare ricorso. Ma allo stesso tempo, far retrocedere alcune squadre senza avergli offerto la possibilità di giocare tutte le partite, non sarebbe giusto. Ovvio che se non ci saranno le condizioni per riprendere, l’unica soluzione sarebbe quella di annullare il campionato e non assegnare lo scudetto. Io in questo caso farei salire il Benevento visto il largo vantaggio sulla seconda in classifica, e farei scendere l’ultimissima in classifica della massima serie. Stessa cosa anche in C dove ci sono tre gironi, ma con questa scelta si andrebbe a creare una reazione a catena che comprenderebbe anche i dilettanti, e non sarà facile accontentare tutti. Noi sappiamo benissimo che in Italia molti usano i ricorsi come metodo per ottenere qualcosa, perciò sarebbe meglio ricominciare, anche in estate. Ovviamente annullando le gare delle nazionali e annullando le soste nel prossimo campionato”.

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