ESCLUSIVA PSN – Intervista a Antonello Altamura: “A Taranto gente poco adatta alla causa. Foggia merita la C. In Serie A si disputino i play-off!”

Fonte immagine: Blunote, ph Mimmo Lacava.

Quest’oggi si è reso disponibile ai nostri microfoni, l’ex calciatore tra le tante di Foggia e Taranto, Antonio Altamura. Esso, dopo aver concluso la sua carriera da calciatore, si è dedicato al mondo della panchina. Difatti oggi allena la categoria esordienti del Marca, storica società fondata da Marulla, ex bandiera del calcio italiano e del Cosenza Calcio. Inoltre, qualche mese fa ha preso parte a una spedizione con i giovani calciatori del Milan nella Cina. L’intervista.

Innanzitutto buon pomeriggio. Lei da allenatore, come sta trascorrendo queste giornate?

“Sono fortunato perchè nell’abitazione sottostante alla mia si sta trasferendo mia suocera, perciò gli do una mano con il trasloco. Per il resto consegno degli esercizi ai ragazzi della mia scuola calcio attraverso dei video, io glieli invio e loro dovranno mandarmi poi il video grazie al quale io potrò vedere come si sono allenati. Li ho chiamati giochi da casa. Li faccio allenare anche con il pallone e li faccio palleggiare, ma non con la carta genica – ride -, per poter aiutare anche i più piccolini. Inoltre mi rendo molto utile alla causa, dando una mano anche nelle faccende casalinghe. Infine ne approfitto di questo tempo libero, per sentirmi con degli amici di vecchia data attraverso le videochiamate. Mi auguro che le giornate ci aiutino, così da poter fare anche un brevissima passeggiata nel cortile”.

Lei ha vestito la maglia del Taranto da giovane ed è anche esordito con la stessa in Lazio-Taranto. A suo avviso qual’è l’errore che ogni anno si ripete da parte della società?

“Il problema principale è che loro vogliono guadagnare, visto e considerato il grande pubblico e la piazza importante. Bisognerebbe fare qualcosa di serio, costruire una squadra e un ambiente che possa fruttare qualcosa. Purtroppo non accade, difatti molti allenatori non vanno per meritocrazia, bensì per amicizia. Al netto di ciò, spesso nei settori giovanili non vi è nessun allenatore con il patentino Uefa A. Ovviamente poi a metà anno, dopo aver invogliato le persone a fare l’abbonamento in un primo momento, gettano tutto al vento dopo aver visto che le cose non vanno. Ci vorrebbe gente che mastichi calcio, perchè la gente di Taranto seppur 25 anni ha visto i suoi in B, non è stupida. Ogni anno fanno una rifondazione ma serve gente competente, c’è il rischio serio che si possa perdere l’entusiasmo prima o poi e ciò sarebbe un problema grave vista l’importanza del club. Quando giocavo io con gli jonici era tutt’altra storia, perchè era un’altro calcio. Ricordo che quando ci chiamavano in prima squadra noi della primavera avevamo uno spogliatoio differente da quello della prima squadra. Inoltre, non potevamo mica permetterci di fare un tunnel in allenamento a uno della prima squadra, se no ce la saremmo vista brutta. Ho notato che molti ad oggi prendono il calcio come divertimento, come se fossero tutti giovani, al contrario a una certa età esso dovrebbe essere preso in considerazione come un vero e proprio lavoro. Al contrario molti iniziano a capirlo quando la carriera è agli sgoccioli”.

Cosa ne pensa del Foggia? Potrebbe guadagnare il primo posto se dovesse riprendere il campionato?

“Secondo me si, dal momento in cui non è retrocesso bensì fallito. Quest’anno hanno disputato un campionato dignitoso, condizionato dalle difficoltà di carattere legale che non hanno permesso ai dauni di organizzare bene l’annata in estate. Al contrario, il Bitonto si è comportato bene e ha costruito una squadra molto forte, ovviamente perchè ha trovato il modo di farlo. In queste categorie bisogna saper scegliere bene gli under e trovare i giocatori giusti nei mesi che precedono l’inizio del torneo, e ciò non è stato possibile al Foggia in questa annata. Anche per questa serie di motivi il Bitonto è partito bene a inizio stagione, mentre il Foggia ha dimostrato di essere una formazione altalenante sotto il punto di vista dei risultati. Secondo me se il campionato fosse continuato i satanelli sarebbero riusciti nell’intento di raggiungere la vetta, perchè nelle ultime gare il Bitonto stava sentendo la pressione dei dauni. Difatti i neroverdi avevano cominciato a perdere punti importanti”.

Cosa ne pensi delle inseguitrici al primo posto e di quali squadre del raggruppamento H di Serie D possono puntare ad arrivare nei professionisti attraverso la disputa dei play-off?

“A mio avviso conta solamente il primo posto, perchè i play-off spesso si rivelano delle armi a doppio taglio. Disputarli risulta costoso per le società, difatti molte di essi non vorrebbero nemmeno disputarli. Inoltre, seppur una squadra li vincesse dovrebbe far fronte anche alle questioni relative ai ripescaggi, oppure ai club che falliscono, perciò non si è certi di partecipare vincendoli. Ad esempio un club come il Bitonto per salire dovrebbe avere le giuste strutture ma non le ha. Ad esempio squadre come il Foggia le hanno, e inoltre hanno anche un buon pubblico che si rivela di categoria superiore. Va dato merito anche a queste piazze con maggiore blasone. Ma anche altre squadre come il Casarano, le quali però spendono ogni anno per puntare ai play-off, ma dovrebbero farlo per puntare alla vetta”.

Secondo lei cosa si dovrà fare per poter assicurare il meglio a tutte le squadre e in tutte le categorie?

“Per quanto riguarda i campionati, bisognerà vedere il da farsi. Ad esempio Rieti e Rende al momento di trovano in evidenti difficoltà e dovranno sapere a breve il loro futuro. Allo stesso tempo ci sono squadre come la Reggina e il Benevento è giusto che vengano promosse, perchè hanno investito tanto e hanno dimostrato sul campo la loro forza e il loro potenziale. Ovviamente alcuni rimarranno con l’amaro in bocca e scontente, ma ciò è inevitabile. Ad esempio in Serie B il Cosenza non sembrava farcela, ma visto il blocco dei campionati potrebbe anche rimanere in cadetteria. Secondo me in Serie A bisognerebbe disputare i play-off tra le prime quattro perchè se no si griderà allo scandalo. Potrebbero esserci dei meccanismi poco giusti, spero che trovino delle soluzioni giuste che non rovinino le prossime annate. Il taglio degli stipendi della Juve è un segnale in tal senso. Bisognerà pensare ai calciatori di categorie inferiori, perchè di certo non hanno uno stipendio mensile altissimo da potersi permettere di non essere pagati a fine mese”.

Cosa ne pensi di una nuiova formula di Gravina, che ha pensato a una spartizione dei tre gironi di Serie C in due tornei? Ovviamente, uno professionistico con le migliori 20 di categoria, e l’altro semi-professionistico, con le restanti quaranta?

” Penso sia una buona idea perchè è giusto che le squadre forti giochino tra di loro un campionato a sé. Ad esempio vedi Rieti e Reggina che si tolgono 40 punti, perciò una gara tra di esse si rivelerebbe già terminata. Ci sta che una squadra come la Sicula Leonzio faccia un buon punteggio contro il Monopoli, ma accade poche volte. Siccome è urgente trovare una soluzione, penso che questa sia la più giusta, sono d’accordo con lui”.

Secondo lei è il classico modo di operare per poter portare a un importante ritorno economico?

“Si. Vi ricordo che il calco è una macchina di soldi, visto e considerato che ogni soluzione porta buoni finanziamenti. Ad esempio l’altro giorno ascoltavo su instagram la diretta di Valentino Rossi assieme a Jovanotti; il primo dopo che il secondo gli ha chiesto cosa ne pensasse dell’annullamento del Moto mondiale, a sottolineato il fatto che si era fermato anche il calcio, perciò si trattava di un qualcosa di serio. Difatti, quando si è fermato il calcio si è fermato tutto, proprio perchè se accade ciò significa che è grave. Immagina che su Rai Sport ora fanno le partite della nazionale di Zoff, pur di riempire il vuoto che si è causato a causa di questo blocco”.

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