Ai microfoni di Tutto Calcio Femminile si racconta l’allenatrice della Pink Bari Cristina Mitola, chiamata ad allenare la squadra del capoluogo pugliese a febbraio dopo l’esonero di Caricola e con il difficile compito di far mantenere la categoria alla sua squadra biancorossa.
Quali sono i suoi riferimenti professionali?
“Apprezzo moltissimo Milena Bertolini, il CT azzurro. Mi piace il suo modo di comunicare, è decisa e chiara. Ho una grande stima della Guarino, del coach della Juventus mi piace la sua scelta di puntare sulla tecnica individuale. Chiudo la carrellata con Bavagnoli che ha cultura e umiltà“.
Nel mondo maschile?
“Mi piace come Conte riesca ad entrare nella testa dei suoi allieve e apprezzo il percorso di Sarri, è salito gradino dopo gradino, si vede che non smette mai di studiare“.
Hai vissuto un’esperienza come coach di una squadra maschile.
“Devo tutto al presidente del Riva del Garda che mi ha dato la possibilità di guidare una squadra di seconda categoria, è stata un’esperienza bellissima. Certo, era un calcio particolare: avevo tanti giovani pieni di entusiasmo e altri trentenni che lavoravano e vivevano il pallone come un divertimento. Ho cercato di portare le mie idee, di insegnare un certo tipo di calcio, ma era complicato vista la categoria”.
Prima sei stata un difensore di gran livello.
“Ho giocato in Serie A. Avevo testa e piedi da centrocampista ma il mio allenatore decise di farmi arretrare al centro della difesa. Un bel ruolo e una bella esperienza”.
Sulla squadra – “Il mio vantaggio è che da seconda conoscevo la squadra e la squadra conosceva me. Il mio primo lavoro è stato quello di riportare entusiasmo dentro al gruppo. Il pareggio in rimonta per 2-2 contro l’Inter ha inoltre riportato fiducia dentro al gruppo, segno che la squadra ha cuore e personalità. Abbiamo tutte le carte in regola per restare in Serie A. Tutto. E se non dovessimo centrare questo traguardo mi sentirei la prima responsabile.
Hellas e Tavagnacco sono temibili.
“Il Verona era partito per disputare un campionato diverso, più ambizioso e il Tavagnacco non è mai retrocesso. Questi però sono dati oggettivi ma anche noi siamo forti e dobbiamo averlo chiaro in testa. Non guardo il calendario e penso poco alle nostre rivali. Dico solo che se il campionato finisse ora noi saremo salve, spero però che questo virus venga sconfitto e si possa concludere il torneo regolarmente“.
Bari vi sostiene in questa sfida.
“C’è passione ed entusiasmo, tipico della nostra terra. Vorremmo vincere qualche partita in casa per far sorridere i nostri tifosi. Quando ripartiremo cercheremo di fare sempre meglio, è una promessa”.
Cosa stanno facendo adesso le tue ragazze?
“Abbiamo dato a ciascuna di loro un programma di lavoro che rimoduliamo di settimana in settimana. Naturalmente vale anche per le calciatrici straniere che sono tornate a casa”.
Il tuo sogno quindi è di restare in Serie A con la Pink?
“Si, e darò tutta me stessa per riuscirci”.