Nel corso di un’ intervista alla Gazzetta Dello Sport(a cura di Giuseppe Calvi), Giulio Donati ha detto la sua in merito al campionato del Lecce. Queste le sue dichiarazioni:«Ci sarà da lottare sino all’ultima giornata, però il Lecce può salvarsi solo grazie al progetto tattico del nostro mister. Liverani è un martello, ottiene il massimo da tutti ed esalta la sua vocazione offensiva. Sulla fascia mi rimprovera quando arrivo tardi sulle sovrapposizioni. Noi nuovi arrivati ci siamo inseriti subito in un grande gruppo di ragazzi, mi sento come nella famiglia che Devis Mangia creò nel 2013 con l’Under 21. Mancosu, il nostro capitano, possiede qualità tecniche ed umane pazzesche». Per quanto concerne il trasferimento nel Salento:«Dopo aver fatto tanta esperienza in Europa, non vado in giro ad elemosinare un ingaggio. Evidentemente era destino che il Lecce mi avrebbe dato un’altra opportunità per giocare in A. Qui la società è di altissimo livello». In merito ai suoi trascorsi all’Inter:« Nell’Inter dei campioni io non c’entravo proprio nulla, infatti giocai soltanto la gara di Coppa Italia col Livorno. Sapevo di non avere talento, ma Mourinho rimarcava sempre la mia passione e il mio impegno negli allenamenti. Stravedevo per Quaresma, Materazzi mi dava tanti consigli e Zanetti era il mio idolo. Mi ha fatto molto piacere che in occasione di Lecce-Inter abbiamo scambiato due chiacchiere dopo la partita».
Lecce, parla Donati: “Possiamo salvarci. Il migliore ai tempi dell’Inter? Zanetti”