Euro Sport Academy Brindisi-Rinascita Refugees: quando l’antisportività degenera il calcio

Il calcio è un gioco pieno di competitività, si sa, ma quando essa sconfina anche al di fuori dal rettangolo di gioco, spesso si tende a rovinare il fascino di questo meraviglioso sport. Ne è di esempio la gara di terza categoria tra Euro Sport Academy Brindisi e Rinascita Refugees ( neonata squadra dilettantistica di giovani calciatori richiedenti asilo politico e una delle realtà più belle del calcio nostrano), partita meravigliosa e piena di azioni da una parte e dall’altra ma che rimarrà nella storia solo per ciò che è avvenuto al termine del tesissimo match. Sfida tra due squadre in lotta per la promozione, a fine gara il risultato da ragione agli ospiti che si impongono sui padroni di casa per 1-2, risultato che però pare non sia stato digerito da dirigenza, staff e giocatori del Brindisi che in più di qualche occasione, sia nel corso del match, sia al termine, incitano gli avversari all’uso delle mani mediante insulti verbali e razzisti nei confronti dei giocatori ospiti e del direttore di gara, per finire anche a minacce da parte della dirigenza ospitante. Pur non essendo tutti colpevoli, la squadra brindisina ha comunque peccato del Fair Play che rende unico il calcio e rovinato un gioco che da tutti viene considerato il più bello del mondo perché unisce senza distinzione di età, nazionalità e sesso ma da nessuno o almeno quasi viene rispettato.

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